MANiCURE – The king of Chinatown

Bentornati miei fedelissimi lettori in un nuovo appuntamento con MANiCURE! Ovviamente, non evitate di leggere il mio personale blog, visto che siete così fedeli. EINVECE! In questa stagione mi sono ripromesso di raccontarvi solo cose davvero sbalorditive. E questa settimana vi accompagno nel fantastico mondo orientale. Sì, lo si evince chiaramente dal titolo, ma per tutti coloro che non sono di Roma tocca sottolineare che esiste un quartiere, l’Esquilino, nei pressi della Stazione Termini che è appunto identificabile come la Chinatown della capitale. Un piccolo sobborgo (a me piace definirlo così!) dove la maggior parte degli abitanti ha gli occhi a mandorla. Quello che più ignoravo era anche l’esistenza di una ben radicata comunità ghei!

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Un cinese super Bono

Diverso tempo fa, quando ancora credevo a chiunque, e soprattutto, ritenevo che era giusto dare una chance davvero alla qualunque, mi sono ritrovato a scambiare qualche chiacchiera un po’ spicy su Hornet con quello che aveva tutta l’aria di essere un gran maialotto. Ero sul tram verso Porta Maggiore e dovevo fare delle commissioni, e Mr. T, questo il suo nick, continuava a invitarmi da lui per farne di ogni. Caso strano ero anche abbastanza vicino. E non so se ve ne siete accorti, ma la carne, è tanta, oltre che debole. Soprattutto la mia. Finite le mie cose, io e Mr. T ci siamo dati un appuntamento davanti il Mc Donald’s della stazione Termini. Che non ve lo dico neanche cosa poteva essere alle 18:30 della sera. Dettaglio importante: Mr. T. era restio ad inviare foto. La sua profile pic era in realtà uno dei suoi tatuaggi, e l’unica foto che sono riuscito ad ottenere è quella del suo busto. Dettaglio importante n° 2: CHECAZZODIFISICO. Muscoli e tatuaggi che levatevi ASAP.

Intorpidito dalla devastante ormonella emessa a seguito della visione foto, non ho potuto non dire di no. Ed eccomi lì ad aspettarlo. Ovviamente non sapevo neanche il suo nome. Dopo circa dieci minuti, l’unico che mi si avvicina è questo evidente torone cinese. Mi squadra. Di continuo senza un minimo di pudore. Io sono lì, che controllo il telefono, mi accendo una sigaretta e faccio anche un po’ il vago in attesa del mio Mr. T. Ma non si vede. Decido di scrivere un nuovo messaggio “Ma dove sei? Che mi stai a solà??!” Interviene anche uno smile nel messaggio. L’ironia aiuta sempre in questi casi. “Guarda che sto qui. So arrivato. Ora ti saluto”. Il torone cinese inizia a ridere e a sbracciarsi. Ussignur! Ma è un devastante agglomerato di ormonella e voglia di farne di ben donde made in China. Bene. Inevitabilmente, il mio neurone superstite pensa solo ed esclusivamente ad una cosa.

Ovvero il connubio Muscle e Cina vogliono dire soltanto una cosa: PISELLOPICCOLO. Nella mia testa riecheggia solo questo. PISELLOPICCOLO. PISELLOPICCOLO. “Ciao, piacere, sono Thai” dice con un marcato accento romano. “Ciao PISELL…Ehm… Thai, sono Annabelle” sorrido forzatamente. In realtà Thai non è niente male visto da vicino. E’ tonico da morire, ed enorme. Le sue mani sono affusolate, non molto lunghe, ma tozze. (PISELLOPICCOLO). Ha gli occhi verdi, ed è poco più basso di me. E’ un fisioterapista e lavora già da qualche anno. Io non posso fare a meno di chiedergli se è vero che i funerali dei suoi connazionali vengono fatti solo in Cina. Insomma avete mai visto il funerale di un cinese? Lui glissa e fa per non rispondere. In realtà è molto simpatico e davvero mi sento a mio agio, al punto che ho quasi dimenticato che ha il PISELLOPICCOLO. Ok. La smetto. Anzi la devo smettere subito.

“Senti, io abito qui vicino, ti va di andare da me?” mi chiede abbozzando un sorriso. Ma sapete che vi dico. Che io ci vado a casa di Thai. Sticazzi il PISELLOPICCOLO. E’ cinese, va bene, ma chi lo ha detto che magari non sia dolcissimo o che non ci sappia fare a letto. Chi lo ha deciso? Attraversiamo Termini e andiamo dall’altro lato in direzione Piazza Vittorio. Siamo nel centro dell’Esquilino. Saliamo le tipiche scalette e andiamo al terzo portone di questo enorme palazzo. Ci facciamo qualcosa come sei piani a piedi, ed io inizio ad essere anche esausto un pelino. Sono comunque rimasto basito dagli odori di fritto/cipolla/pesce che si sentivano nelle scale, e la quantità imbarazzante di cinesi ammassati nei vari appartamenti. In molti con le porte aperte, ed alcuni seduti addirittura sul pianerottolo. “Manca molto?” chiedo al limite di una broncopneumopatia ostruttiva. “No, ecco questo è il portone!” e bussa. Si. Non apre con la chiave. BUSSA.

Io lo dico sempre. Il dramma è sempre dietro l’angolo, o giustappunto dietro il portone di un appartamento in un palazzo di cinesi dell’Esquilino. Ci apre una tizia (credo e deduco sua madre) si scambiano qualche parola in cinese stretto. Io sorrido. E sono tipo viola. Sua madre fa una specie di inchino “Plego, tu amico di Thai?” dice sorridendo. OHMIODIOPANICO. “Sì, salve Signola. Cioè Signora! Scusi l’ora” ma sa mica avevo capito che suo figlio oltre che cinese è anche cretino che mi porta a casa sua mentre sua madre è in casa, teoricamente, per farne di ben donde. “Plego, plego, entla, entla”. Si, ok entlo e ovviamente c’è pure il nonno, la nonna (che fa la maglia) ed un numero imprecisato di bambini. Bene. L’allegra famiglia dell’Esquilino. Non so se buttarmi dalla finestra o se mettere le dita nella presa. Dopo aver sorriso e salutato tutti i presenti, PISELLOPICCOLOThai mi fa strada verso camera sua, prima però passiamo per un corridoio con almeno quattro stanze piene di letti. Letti ovunque. Come se non ci fosse un domani.

cinese

“Thai ma sei impazzito? Cosa siamo venuti a fare qui se ci sono tutti i tuoi parenti di là?” dico allarmato. “Ma no. Nun te aggità. Fai un bel respiro. Loro lo sanno. Non è un problema. Mica sei il primo che mi porto a casa. E poi non c’ho idea di fa niente di che…” mi risponde sereno. Bè in effetti. Se lo sanno. Immediatamente a mio agio, io e Thai iniziamo a pomiciare. Sul più bello (ovvero io che gli lecco i capezzoli mentre lui cerca di togliermi la maglietta) SUA madre entra in stanza. “Oh scusa, scusa, Thai lascio qui i biscottini. Tipici cinesi! Ciao ciao” dice chiudendosi la porta alle spalle. BASITO. “Thai ma che palle potevi chiudere la porta almeno?” dico rosso fuoco. “Senti io non ce la faccio, (mentre addento un biscottino. Sono alla mandorla. Sono ottimi) io non posso fare roba sapendo che di là c’è tutta la famiglia cin-ciu-là che può entrare da un momento all’altro. Dai su!”. The last famous words.

Mentre scendo giù di corsa i sei piani non riesco a non pensare a quello che ho appena fatto. Non solo Thai non HA IL PISELLOPICCOLO. Ma lo sa pure usare. E pure tanto. Dopo il mio momento biscottinosfogo, mi prende, si spoglia e finiamo davvero a combinarne di ogni. Dopo circa una quarantina di minuti di sesso selvaggio ed orientale (dove in realtà Thai mi ha coperto di baci, OVUNQUE), sua madre entra di nuovo e mi chiede se mi fermo a cena. Eravamo ovviamente seminudi. Per cui ufficialmente umiliato ho preso le mie carabattole e sono fuggito via. “Dai su, non te ne andare.” Mi urla dietro Thai. “A Thai, io capisco che sei cinese. Capisco che sei pure Bono. Ma la suocera la prima volta che ci vediamo. No eh. No. No” ed esco ufficialmente di scena. Definitivamente.

La morale? Questa settimana la riassumiamo con un antico proverbio cinese: Donna che non si concede, donna che conquista. Ecco, lo avrei dovuto seguire alla lettera. Einvece.

PISELLOPICCOLOThai

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comments

  • perplesso

    vabbè ma tu non metterti a fare la lista dei difetti (sempre secondo il tuo metro di giudizio) di ogni persona che incontri senza nemmeno dargli il tempo di farsi conoscere. Poi sempre sta smania di scappare anche se con una persona di sei trovato bene? io la trovo di una superficilità imbarazzante

    • ma no dai, in questo frangente io lo capisco, che doveva fa’ con sta madre che entra in continuazione? io sarei scappato alla vista della famiglia sinceramente.
      Quello che mi stupisce e’ piu’ la “pietra sopra” che ci metti sempre, Annabelle. Insomma, ‘sto Thai non si meritava un invito nella quiete di casa tua per conoscersi meglio e riprendere il “filo” (seh, mo’ se chiama cosi’) del discorso???

      • perplesso

        ma per carità è ovvio che in alcuni casi è giustificalbile , ma sono situazioni che si vengono a creare dall’approccio superficiale. E’ ovvio che meno conosci una persona e più la percentuale di fregatura sale

        • ovvio, è che uno a certe cose a volte proprio non ci pensa! Resto comunque anche io dell’idea che la nostra Annabelle abbia bisogno di un cambio radicale nell’approcciarsi con gli altri e con sé stessa.

          • perplesso

            ma infatti dall’esterno è molto chiara come cosa, però magari vivendola in prima persona è più facile dare la colpa al mondo intero

          • si si, e poi ognuno ha diritto di scappare come e quando vuole, dagli altri, dalle paure, da se’ stesso… potrei scriverci un’autobiografia, lungi da me giudicare!

          • perplesso

            bhe oddio fino ad un certo punto, non credo sia cosi giusto far pagare agli altri le conseguenze dei nostri problemi. Non credo che sia bello rimanere come un cretino mentre l’altro scappa

          • va beh ma ad esempio se fossi io quello che rimane come un cretino mi renderei conto che la colpa non è del tutto mia 😛
            E poi se uno non se la sente non se la sente, non è che può restare.

  • Gelido

    sorvolando sulla tua imbarazzante superficialità che (quasi) tutti noi apprezziamo… una volta in sauna mi è capitato un cinese tonico e con un culo da urlo, alla fine ho scoperto che aveva 50 anni e m’è cascata la mandibola!

    • perplesso

      ma per me può essere superficiale quanto vuole, però poi deve tenere in conto che è ridicolo lamentarsi

  • irina

    Io non ci riesco con gli esquilino boyz…. Troppo odore di cipolla e aglio

    • in effetti neppure io sono molto attratto dagli orientali, e quando me ne capita uno che mi farei, mi blocca la paura tremenda degli odori! (ricordiamo che a nostra volta, noi occidentali secondo loro puzziamo di formaggio, quindi non e’ una cosa univoca).

      • Annabelle Bronstein

        Adoro le vostre conversazioni sulla mia superficialità. Comunque andateci piano con i commenti. Tenete conto che racconto solo le cose più estreme e fuori luogo in questo frangente. Oh, poi se pensate che io sia superficiale va bene uguale. Insomma, io sopravvivo lo stesso! Grazie cmq per i commenti!

        • Non lo penso ne’ l’ho detto (tra l’altro stai rispondendo a me in questa “conversazione”, mentre ti riferisci a una parola usata da un altro nella conversazione in cima ai commenti).
          E’ evidente che se uno racconta di se’ si espone anche alle considerazioni degli altri, l’importante e’ non mancare di rispetto a nessuno. Certo, non condivido sempre le tue scelte (fondamentalmente perche’ sarei curioso di conoscere eventuali sviluppi nel caso tu prendessi strade diverse!).

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