Sem&Stènn: l’entusiasmante promessa del pop elettronico made in Italy

Sem&Stènn sono un duo artistico e sentimentale di Milano, tra le nuove proposte più entusiasmanti del panorama musicale in questo momento in Italia. I due, all’anagrafe Salvatore Puglisi (il moro) e Stefano Ramera (il biondo), nascono come coppia nella vita nel 2011 a Milano dove iniziano a suonare insieme nei club più importanti della città lombarda, tra gli altri il leggendario Plastic, il Rocket e il Santa Tecla. Mentre continuano a suonare nella nightlife milanese mettere musica di altri sembra non bastargli e il 22 aprile 2016 rilasciano il primo singolo, Baby Run, che in poco tempo riesce a conquistare gli amanti del genere elettronico ed arriva terzo tra i singoli di iTunes.

Il video di Baby Run, diretto da Giulio Volpe (che ha lavorato per Dolce & Gabbana, Battiato e Giovanni Caccamo), mostra sin da subito il loro orientamento sessuale e lo rivendica con orgoglio. Grazie alle immagini omoerotiche che accompagnano la canzone molto orecchiabile i due riescono a conquistare sin da subito l’interesse del mondo LGBT e degli amanti del pop elettronico internazionale.

A Settembre esce il loro primo album, Wearing Jewels&Socks, anticipato dal singolo Jewels&Socks e riesce ad anche questo riesce ad ottenere un buon successo online entrando nella top 30 della classifica generale degli album e al terzo posto della classifica elettronica.

Ma arriviamo ad oggi, in attesa di rilasciare nuova musica inedita Sem&Stènn hanno pubblicato mercoledì 15 “The Fair“, il terzo video estratto dal loro primo album. Anche in questo caso come per il primo singolo il video è diretto da Giulio Volpe e da Salvatore stesso. Il video è davvero una ventata d’aria fresca in un panorama musicale e artistico italiano che sembra non osare da un bel po’ di anni. Con colori super sgargianti, citazioni del mondo pop, look eccentrici e immagini psichedeliche il video di “The Fair” non ha nulla da invidiare ad un video pop internazionale e dimostra quanto il duro lavoro e la passione per il proprio lavoro fa ottenere risultati eccezionali.

In contemporanea con l’uscita del video ho fatto alcune domande a Salvatore e Stefano così per farli conoscere a chi non ha ancora familiarità con il duo.

Iniziamo dal video di “The Fair” uscito ieri, terzo singolo estratto dal vostro EP “Wearing Jewels&Socks.” Sem tu sei il regista insieme a Giulio Volpe, da cosa nasce l’idea e com’è lavorare ad un video musicale senza il supporto di una casa discografica?

L’idea del video nasce proprio durante la composizione del brano, ci capita spesso. Non arriviamo alla fine della prima strofa che già parte il trip di un visual album. Ogni synth è stimolo di mille percezioni visive. Veniamo dalla scuola di Bowie, dove Sound & Vision non possono esistere l’una senza l’altra. L’input da cui successivamente è nata l’idea del video di The Fair è nata in studio in registrazione, durante il mixaggio, eravamo con Marla, nostra grande amica e coreografa, fantasticavamo pensando a un video in cui noi cantavamo con delle spazzole e le bambole in mano. Da li si è sviluppato tutto. Un tributo alla nostra infanzia, alla nostra adolescenza. Da piccoli ci chiudevamo davvero in camera ad ascoltare musica mentre si giocava con le Barbie della sorella maggiore. Non potevamo trovare una bad Babysitter migliore di Micaela Miculi, col suo attitude non abbiamo avuto bisogno di provare nulla. Per la realizzazione del video indipendentemente, bè, vorremmo una casa discografica per avere un budget di base, per il resto non invidiamo la maggior parte dei video prodotte dalle major italiane.

Nel video tra le altre cose vediamo due poster di Christina Aguilera, come mai l’idea di inserirla nel video?

È una leggenda e tra l’altro il motivo del nostro incontro nonché la cotta adolescenziale in bilico tra “vorrei farmela” o “vorrei essere lei”. Col tempo ha prevalso la seconda!

Voi siete tra i pochissimi, se non forse gli unici, ad iniziare una carriera musicale in Italia senza nascondere il vostro orientamento sessuale. Avete mai incontrato qualche forma di discriminazione nei vostri confronti? E cosa ne pensate di altri artisti che nascondono il proprio orientamento o lo rivelano solo dopo aver ottenuto successo?

Sembra quasi una cosa eccezionale, più che chiederci perché lo facciamo noi ci viene più spontaneo chiederci perché non lo facciano gli altri… per noi è anche una questione di attivismo, essere parte di una comunità come quella LGBT implica anche lottare per sconfiggere le discriminazioni, e certi coming out sembrano più spettacolarizzazione che altro, perché non si traducono in azione ma rimangono semplici notizie da prima pagina dei giornaletti di gossip. E questo fa incazzare.

Cosa significa per voi vivere di musica in un momento in cui in questo paese sembra possibile farlo solo se si esce da un talent? Avete mai pensato di partecipare ad X Factor?

Non so risponderti ahaha è tutto nuovo per noi, è un percorso inesplorato secondo me. Veniamo dal mondo dei club, poi un giorno decidiamo di realizzare il nostro sogno e pubblichiamo il nostro album. Non conosco molta gente che lo fa oggi. E la credibilità è una cosa che si suda con fatica perché se non sei apparso in TV allora sei uno che “ce sta a prová” . Non so se riusciremmo a fare una cosa come xfactor, non siamo jukebox.

Come mai la scelta di cantare esclusivamente in lingua inglese?

La risposta è semplice: vogliamo conquistare il mondo.

sem&stenn

Avete seguito il Festival di Sanremo? Sareste disposti a cantare in italiano per partecipare nella categoria “nuove proposte”?

Una parte si, ci incuriosisce sempre. Si saremmo disposti ma non sarebbe una cosa tipica sanremese, direi più una uptempo e una bella performance.

Quali sono gli artisti, musicali e non, che influenzano maggiormente i vostri lavori?

Quando scrivi metti dentro un po’ di tutto, direi che i più presenti sono i Pet Shop Boys, Robyn, gli Mgmt, Goldfrapp, i basement jaxx e anche i beastie boys.

Oltre che una coppia artistica voi siete una coppia anche nella vita. Com’è far combaciare le due cose e se non siete entrambi d’accordo su qualche scelta artistica come riuscite a trovare un compromesso?

È una questione di condivisione di tempo insieme, anziché giocare a tennis noi preferiamo scrivere musica e farlo insieme da valore aggiunto. Se non siamo d’accordo ci tiriamo un po’ i capelli ma alla fine qualcuno deve mollare la presa.

In poco tempo siete riusciti ad ottenere già un ottimo seguito. Siete soddisfatti di quanto ottenuto fino ad ora e cosa avete in serbo per noi nel futuro più prossimo?

Quello che è arrivato è merito soprattutto della comunità lgbt e ne siamo grati. Abbiamo in serbo qualche super collaborazione e un mini tour per l’Italia. Poi ci sarà un nuovo album, nuova musica…

Qual è il vostro sogno nel cassetto nella vita personale e in quella artistica?

Scrivere musica e poterci esibire continuamente, è un sogno personale e artistico.

Qual è la canzone che avreste voluto scrivere voi?

Sem: Pieces Of What degli MGMT.
Stènn: Probabilmente A&E dei Goldfrapp, di una delicatezza non umana.

Descrivete Sem&Stènn in tre parole.

Liberi, visionari, pop.

 

Ecco alcuni link importanti per seguire Sem&Stènn sui social:

Spotify

Facebook.

Fabrizio Busillo

Fabrizio Busillo

Autore at Signorponza.com
Fabrizio. 25 anni. Laureando in Scienze Della Comunicazione. Amo tutto ciò che è arte e un po' meno le persone. Troppo spesso ad una serata fuori casa preferisco il divano, un bicchiere di Pinot Grigio e un buon telefilm. Il mio motto è "Who needs a life when you have television?"
Fabrizio Busillo

Commenti via Facebook

comments

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: