Le mie 5 peggiori esperienze di San Valentino

Evaporata la puzza di fiori e cadaveri (Albano, mi senti?) che ci ha lasciato Sanremo, non sentite anche voi nell’aria quel profumo di lubrificante al frutto della passione e lattice? Penso a voi, innamorati che smaniate per celebrare l’acme della vostra unione il 14 febbraio, insieme a tutti gli altri che spontaneamente si sperticano in mirabolanti gesti d’amore.

Voglio utilizzare questo spazio come catarsi personale e raccontarvi le mie cinque esperienze peggiori di San Valentino:

Il regalo dell’autogrill

Chiariamo subito che qua non sto criticando il valore economico del regalo, né la qualità o l’utilità. Nell’episodio sfigato di San Valentino numero uno, mi è stato donato un favoloso porta cd, di una nota bevanda con le bollicine, dato in omaggio con un menù completo dell’autogrill. Capirete che per quanto posso essere una bravissima attrice, del calibro di Manuela Arcuri o Anna Valle, mi è davvero difficile nascondere l’espressione che significa “ma che è stammerda“, dietro un “grazie, mi serviva proprio, e poi è così romantico!” 

CD personalizzato

Chi non ha ricevuto una cassetta o un CD con le canzoni del momento? Acquistate legalmente, mi pare chiaro, per gli amici della guardia di finanza che si stessero ponendo la domanda! A tutte noi femminucce degli anni ’90 brillavano gli occhietti quando il nostro innamorato tirava fuori quella raccolta di brani fatta solo per noi, come se lui fosse il nostro piccolo dj della vita. Non certo un regalo che brilla per originalità, direte voi, ma sono certa che solo io ho ricevuto un CD di 20 testi in inglese, che tradotti erano tutti più o meno “con te o senza te vivo uguale, forse pure meglio”. Dopo anni mi sto chiedendo se fosse un avvertimento per me o lui totalmente ignorante. 

Cena intima

Classico invito a cena; perdi dalle 4 alle 5 ore solo per scegliere l’abbigliamento giusto, un trucco che non sia troppo da battona e  una depilazione accuratissima pelo-per-pelo che nemmeno dopo un ciclo intero di luce pulsata. Ti presenti al meglio, e aspetti di capire dove ti porterà. Francese? Orientale? No, la meta è il Tonio sport bar, tavola calda e fredda.  Ok, fa niente, hai sprecato i trucchi buoni per un posto in cui la luce proviene esclusivamente da un maxi schermo che proietta una partita qualsiasi. Ovviamente tu ignori quali siano le squadre e quale la competizione, intanto perché sei donna, ma soprattutto perché vieni strategicamente fatta accomodare con le spalle allo schermo.

Il regalo immaginario

Nessuno è costretto a festeggiare o dovrebbe sentirsi obbligato a fare regali e auguri, però o lo fate o no. Questo è il regalo vedo-non-vedo. Nel senso che proprio non c’è, quindi non potete vederlo. Nei venti giorni che precedono San Valentino, l’amante in questione non perde l’occasione per dirvi che avrebbe voluto prendervi quell’anello, stava per prendere quell’altra borsa, era indeciso se regalarvi quel trattamento termale. Arrivati al giorno incriminato, però, si presenta con la beata fava e un mezzo sorriso, quasi mortificato. Perché, stellina, lui le idee le aveva anche avute, però non si sa quale forza oscura lo abbia frenato dal comprare pure un coupon per una stretta di mano. A questo punto non vi resta che andare al McDonald e regalare al tipo un sorriso, se sono ancora gratis.

Far finta di nulla 

La miglior strategia per superare una giornata difficile è fingersi morto. Deve averla pensata così anche lui, perchè ha pensato bene di spegnere il cellulare e sparire, dalla sera del giorno prima fino al quindici mattina, adducendo scuse improbabili tipo: “Ma che spento!!! Sicuramente colpa di un campo magnetico vicino casa mia. Pensa che mia zia ha pure sentito Radio Maria ascoltando il ferro da stiro e ora ha un’ustione di terzo grado” Un po’ poverino lo capisco, quando sei in quell’età in cui non sai come interpretare il pensiero femminile (quell’età che va dai 13 ai 99 anni) figurati se ti vai ad impelagare con regali che, se li fai sei un maschilista che vede la donna come uno stupido oggetto, e se non li fai sei una merda perché che ti costa fare una cosa carina per me?

san valetino

E a voi, cari lettori, qual è l’esperienza più fail che vi sia mai capitata a San Valentino? Raccontatecelo nei commenti e sfogatevi in un urlo liberatorio: son cose che capitano a tutti!

Diana Prince

Sono nata su un'isola e continuo a viverci. Ho una cultura appena sotto la media, ma da quando riesco ad avere accesso veloce a Google si nota appena. Odio arrivare in ritardo, ma anche arrivare in anticipo. Proprio per questo non mi presento mai da nessuna parte. Dopo aver visto diplomare Donna Martin non mi è rimasto nessun altro sogno nel cassetto.

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