Italiani che odiano gli italiani

Dunque, ho in testa questo post da circa, diciamo, un anno, da quando un po’ per passione e un po’ per lavoro mi sono dovuto confrontare con il rapporto, strano, bizzarro e autolesionista che l’italiano medio ha con il suo paese. Parlando di “italiano medio” si finisce sempre per generalizzare, e generalizzare è la morte del senso critico: ma questa volta ho deciso di correre il rischio anche perché alla fine Filippo, anche meno.

brava giovanna

La premessa è che il primo maggio debutta ufficialmente Expo Milano 2015, grande contenitore che-non-chiamatelo-fiera, mega evento slash parco tematico che per i prossimi 6 mesi sarà il the place to be di Milano, Italia, Europa, Mondo. Una cosa GROSSA insomma, ma soprattutto una cosa che, per dispiegamento di mezzi, potenzialità e appeal internazionale, molti di noi hanno solo intravisto con Italia 90.
Sarà il mio animo da bambino che appena mi parli di parco tematico divento pazzo, sarà perché soffro della sindrome del Grande Evento per la quale parteciperei anche alla Sagra del Carciofo di Ladispoli se fosse chiamata così, o sarà semplicemente perché ho un amore (forse) immotivato per la mia città, sta di fatto che sto aspettando Expo con lo stesso spirito con cui aspetto Babbo Natale la sera del 24 dicembre.

happy dance

Ed è proprio qui, confrontandomi con il mio entusiasmo e quello degli altri, che arriva la parte davvero interessante che vorrei subito chiamare in studio ad accomodarsi sullo sgabello di fianco a me l’esimio professore Paolo Crepet.

Non solo agli italiani (momento tuttalerbaunfascio ALERT) non interessa nulla di Expo, cosa che potrei anche accettare con una certa tranquillità, ma addirittura gli stessi tifano per il suo fallimento, riservano energie mentali – e a volte anche fisiche – affinché tutto cada in rovina, aspettando il momento in cui potranno finalmente ridergli in faccia e avere una sorta di rivincita, probabilmente sulla vita. C’è sicuramente dell’ingenuità da parte mia, ma non nego che la scoperta che gli italiani (si) odiano mi ha abbastanza impressionato: non vogliono il male degli altri, cosa già aberrante, ma lo vogliono tutto per sé.

Capisco che i Social Media siano un mondo complesso da analizzare seriamente, in quanto terra di nessuno dove ognuno si sente un leone da tastiera (cit. Selvaggia), ma basta fare un giro sulla pagina Facebook ufficiale di Expo per scoprire tutta la rabbia e l’odio di cui si nutre l’italiano medio. La cosa diventa ancora più evidente quando ci si rende conto che sotto uno stesso post massacrato da commenti negativi di nostri connazionali, gli stranieri commentino invece con amazing! incredible! e altri punti esclamativi vari. Quindi qual è lo scarto tra noi e loro? Cosa ci fa percepire uno stesso identico argomento in due maniere diametralmente opposte?

don't understand gif

Mi sembra ovvio che il problema risieda non nell’oggetto ma nel soggetto. Non sono nato ieri (purtroppo): abbiamo alle spalle 20 anni di devastazione politica e sociale e stiamo vivendo una crisi economica senza precedenti, ed è ovvio pensare che questo malcontento verso le istituzioni abbia bisogno di una valvola di sfogo. Non nego che la scelta di organizzare Expo sia di matrice esclusivamente politica (Letizia ci leggi?), ma ora che c’è, ora che i giochi sono fatti, perché fare la guerra? Mi viene da dire che c’è dell’altro, forse una propensione genetica all’odio verso il proprio paese, facendo della conservazione dello status quo la leva principale (ok questa frase l’ho messa solo per il video <3).

Il discorso quindi si allarga. Vogliono tutti la metropolitana sotto casa, ma poi nascono mille associazioni di quartiere per fermare i lavori che rovinano il viale alberato o che tolgono il parcheggio. Al referendum stravince la scelta di aprire i Navigli e creare le Vie d’Acqua, ma guai far arrivare le ruspe a meno di 500 metri dal proprio giardino. E non è solo questione di scelte municipali: La Grande Bellezza rischia di vincere l’Oscar? Ma per carità, è forse uno dei film più brutti mai realizzati nella storia del mondo (cit. tutta l’Italia). È sfiancante dover assistere ogni giorno a tutto questo, alla volontà di demolire tutto, sistematicamente e incessantemente. E per cosa poi?

Io a Expo ci andrò perché mi sembra una figata pazzesca e perché un evento così in Italia non lo rivedremo mai più. Abbiamo altre priorità sulle quali spendere miliardi di euro di soldi pubblici? Certo, ma purtroppo quelle non finiremo mai di averle. Siamo stati cresciuti da anni di merda, di corruzione e di scandali e ancora lo saremo per molto tempo, probabilmente per sempre, e possiamo dire di aver perso quella positiva propensione al bello, al cambiamento, al nuovo.

Alla fine il problema non è cercare la merda, anzi, tanto di cappello per chi si impegna a farlo. Il problema, piuttosto, è sforzarsi così tanto di trovarla a tutti i costi che alla fine ci si caga addosso.

minaccia

Filodrama

Sono nato sabato grasso di Carnevale e vabbè, ho già detto tutto. Mi piacciono le montagne russe e i parchi di divertimento, la perfezione degli alberghi, le poltrone. Non mi piacciono le persone che vincono nella vita. Ho un brutto rapporto con l’entusiasmo, nel senso che non ce l’ho quasi mai e quando mi viene sarebbe meglio non averlo. Ho studiato cinema ma faccio tutt’altro, non colleziono cose simpatiche e non ho un hobby da rivendermi nelle conversazioni con la gente. Vivo a Milano, e la amo senza riserve.

Commenti via Facebook

comments

  • Vale B

    Mi hanno regalato i biglietti, quindi all’Expo ci andrò. Filo io tvumdb, ma io rientro nella categoria di quelli che in questo Expo non ci crede per niente, magari mi dovrò ricredere (un po’ ci spero), ma al momento non credo proprio che siamo pronti per un evento del genere.
    E dopo aver fatto un commento quasi serio vorrei buttare tutto in caciara come al solito dicendo che io andrò all’Expo solo per fare il selfie con Hello Kitty!

    • Filo

      capisco la tua posizione, ma è anche vero che se dobbiamo aspettare di “essere pronti” per qualcosa allora dobbiamo dire ciaopeppe non solo all’expo, ma anche ai matrimoni paritari, alle adozioni gay, all’eutanasia, al ritorno della Talpa su Italia Uno.
      In ogni caso ti aspetto nel Padiglione Giappone per molestare Hello Kitty!

      • Vale B

        Sogno un mondo in cui in tv diano in loop l’edizione con Karina Cascella e quel tronco di pino di Trentalance.
        (sono andata fuori tema?? oops)

        • Yoghina

          Sono d’accordo con Filo su tutto. Ogni volta il disfattismo tipico all’italiana, su cosa saremo pronti? Per qualsiasi tipo di evento ci sarà sempre qualcosa che non va. il “No” a tutto non è un’opzione. Io rispetto il parere di chi dice no, però mi infastidisce tantissimo chi lo fa in maniera del tutto distruttiva (e non è il tuo caso, eh, cuory per te).

          Io ho un’amica che lavora per expo, si sta letterlamente facendo in quattro per fare in modo che tutto riesca e riesca bene. Ci sono un sacco di italiani che lavorano a ritmi impressionanti, sono dei veri professionisti che credono in quello che stanno facendo. Poi quello che raccontano è che è tutto in ritardo, ma la realtà è un’altra. Ci sono ritardi, ma non è tutto così. Detto ciò, anche io andrò a visitare Expo, e vorrei essere quanto più obiettiva possibile mentre sarò lì. Voglio essere in grado di osservare e capire quello che mi sta attorno, senza avere nessun tipo di preconcetto.
          Già mi prudono le mani al pensiero dei commenti sarcastici delle persone che hanno da sempre tifato contro. Prenderò a sberle chiunque, quindi ciao vi ho amato tutty.

          • Facciamo una gita di redazione a Expo e giochiamo ai reporter d’assalto!

    • Va beh ma allora neppure Barcellona era pronta per le olimpiadi del 92, ma queste hanno cambiato la faccia della citta’ e ad oggi i catalani sono contentissimi di aver ospitato questo evento!

      • Bravissimo, ottimo esempio! Barcellona è una città di cui molti si innamorano e lo fanno principalmente grazie all’eredità di quelle Olimpiadi che, come dici tu, non è che fossero cominciate con tutte le migliori premesse…

        • Esatto! Ora, noi NON ERAVAMO NATI (ovvio), ma vorrei ricordare a tutti gli italiani che se ne vanno in giro per il waterfront della Barceloneta conciati da tamarri che quella zona prima delle olimpiadi semplicemente NON ESISTEVA!

          • Ben detto

          • madai

            si che esisteva, solo che era una zona degradada.

          • Esisteva come zona, e una parte era spiaggia (la Playa del Somorrostro). Era abitata soprattutto da gipsy, e proprio da loro e’ uscita non ricordo ora se una ballerina di flamenco o “cantaora” tra le piu’ famose. Ma la vera e propria Playa de la Barceloneta dei giorni nostri e’ stata creata in quell’occasione, e la sabbia e’ riportata, e’ una spiaggia artificiale.

    • Io capisco fino a un certo punto che “non siamo pronti”. Cioè mi piacerebbe capire in che senso di preciso non lo siamo 🙂

  • Io bagnato quando Filo fa il serio.

    Io all’expo ci andro’, e faccio anche io parte degli Italiani che odiano gli Italiani, perche’ appunto odio il qualunquismo di chi deve spalare merda a prescindere. Non capisco come si possa dire che non siamo pronti per un evento come Expo. Voglio dire, se non siamo pronti ora pensiamo di esserlo tra quando, 100 anni? La verita’ e’ che non si sa se si era pronti finche’ tutto non e’ finito, quindi andiamo e speriamo bene.

    Dico anche pero’ che, odiando i luoghi affollati, la mia parte OCD non ha tanta voglia di partecipare 😛

    • Riprendendo il mio commento precedente, non sono neanche sicuro che chi dice “Non siamo pronti” abbia bene in mente di preciso in che cosa.

      Io trovo che Expo abbia già dato molti benefici alla città di Milano (che in questi anni ha cambiato faccia ed è molto migliorata per come la vedo io) e ne darà nei prossimi mesi. Spero che possa fare altrettanto non solo per Milano, ma per tutta l’Italia.

      • Vale B

        Il mio “non siamo pronti” è riferito al contesto, non all’evento Expo. Siamo seri, non offriamo servizi che ci faranno fare una bella figura. Ho avuto la fortuna di viaggiare un po’ nella mia vita e all’estero quando si parla di trasporto pubblico è tutto organizzato molto meglio. Oggi aprono le nuove fermate della M5 e fino a ieri le notizie non erano certe, poi ho chiesto ad un omino ATM che mi ha detto che era tutto pronto, arrivo stamattina alla fermata e trovo tutto chiuso. Per me puoi aprirla quando vuoi, ma le informazioni devono essere date per tempo a tutti. A maggior ragione adesso che abbiamo persone che arrivano da tutto il mondo.
        Poi ci sono nuove strutture, che per carità, sono belle, ma io ho poca fiducia nell’italiano medio e nel suo rispetto di ciò che è di tutti. Quanto ci metteremo a rompere e rovinare tutto?
        A me dispiace se faremo una brutta figura davanti al mondo, è questo quello che motiva il mio “non siamo pronti”.

        • Io capisco il tuo punto di vista e il tuo ragionamento complessivo, però ad esempio sul caso della M5 che citi non sono convinto. Prendo anche io i mezzi pubblici tutti i giorni e ho sentito/letto svariate volte che la metro sarebbe stata inaugurata oggi alle 11:00 (immagino sia questo il motivo per cui l’hai trovata chiusa) e avrebbe chiuso alle 18:00. Il motivo mi sembra anche abbastanza ragionevole, cioè inaugurare una nuova tratta nella fascia oraria con maggiore afflusso di persone è poco saggio 🙂 Mi sembra che le informazioni fossero ampiamente disponibili e diffuse, mi viene il dubbio che siamo sempre pronti a guardare con occhio molto critico anche quando tutto fila liscio come in questo caso. Tutto qui. Per il resto capisco anche che il tuo timore è legato alla paura di fare brutta figura e, in parte, lo condivido

    • Filo

      ma allora mi butto in politica! <3
      a me sinceramente fanno incazzare quelli che si lamentano di Milano/Italia ma che poi sono i primi a buttare le cartacce per terra, a non pagare il biglietto del bus o a non votare quando ci sono le elezioni #perdire

      • Hai il mio voto, saro’ la tua Mellie Grant e ti sfrantechero’ i maroni a vita <3
        PS. odio massimo per chi sa solo lamentarsi e sputare nel piatto in cui mangia. Siete solo dei Valeri Pino e delle Martine Stavolo qualsiasi.

  • Lady J. Gaga

    Beh, io faccio il tifo per il fallimento dell’Expo perché sono invidioso del successo altrui. L’invidia è il peccato mortale del nuovo millennio. Colpa dei social network, probabilmente. E in questo caso brucia particolarmente proprio perché è organizzato in italia, quindi non c’hai neanche la scusa di dire “Eh, ma loro sono di un’altra nazione…”
    Quindi ti ritrovi davanti persone come te, che hanno avuto le tue stesse occasioni, ma che hanno la possibilità di fare una cosa figa e che guadagnano molto più di te, e questo causa sofferenza.
    La cosa più semplice da fare per salvaguardarsi da questa sofferenza è sperare che tutto fallisca miseramente per poter ridere della disfatta.

    • Purtroppo secondo me hai ragione! E dico “purtroppo” perché è avvilente pensare che la maggior parte delle persone che vivono nel tuo Paese adotta questa mentalità distruttiva.

  • echomrg

    740€ *lordi* per 40 ore 6 ore la settimana sono un buon motivo per sperare che expo fallisca.

    • Ma allora dobbiamo sperare direttamente che l’Italia fallisca. Non mi pare che questo sia un problema solo di Expo, ma di tutto il mercato del lavoro in Italia. Quello è il punto, non Expo. Che comunque qualche posto di lavoro l’ha creato, volendo a tutti i costi guardare il lato positivo della faccenda.

      • Lady “J” Gaga

        In realtà io spero direttamente nell’esplosione della Terra e finita lì.
        Alle elezioni del 2016 io voto Ebola.

      • echomrg

        sono d’accordo che il modello economico italiano sia interamente da rivedere. d’alta parte è anche vero che ci sono anche modelli di eccellenza nell’economia italiana, esempi da seguire.
        in ogni caso pensare che, siccome c’è qualcosa di più grave da sistemare, allora i problemi più piccoli siano trascurabili non è produttivo.

        per Expo in particolare il discorso è interamente controproduttivo per due motivi:
        – expo è un evento istituzionale ad altissima visibilità, far passare il messaggio che è possibile sfruttare le persone in questo modo è profondamente sbagliato e ingiusto
        – expo dovrebbe essere la vetrina mondiale per presentare l’eccellenza italiana, siamo sicuri di voler essere rappresentati nel mondo da un’orda di persone drammaticamente sottopagate?

        faccio presente che la soglia di povertà assoluta definita dall’ISTAT per una famiglia di una persona in un comune medio/grande nel nord italia è di 780€ netti.

        sarei inoltre curioso di sapere quando costi in realtà allo stato questo stipendio di 740€ lordi.

        • Ma infatti non dico che i problemi come quello delle retribuzioni di Expo siano trascurabili. Però sono convinto che finché il sistema (e il sistema di regole) permetterà questo tipo di comportamenti allora ci sarà sempre chi li sfrutterà. Quindi bisogna lavorare nell’ottica di rivedere il mercato del lavoro italiano rendendolo al passo coi tempi ed eliminando questo dualismo che si è creato tra chi è ipertutelato e chi invece lavora con uno stipendio al di sotto della soglia di povertà con il rischio di essere mandato a casa dall’oggi al domani. Pensare che le imprese private (il datore di lavoro nel caso di Expo non è l’Amministrazione Pubblica) facessero beneficenza solo perché si trattava di un evento istituzionale era un po’ un’utopia!

      • echomrg

        Tra l’altro la mattina passo, ogni giorno, davanti al “cantiere expo 2015 vie d’acqua sud”… fermo in questo stato da almeno 3 mesi (la foto è di questa mattina)

    • Filo

      comprendo bene la rabbia, ma questo è un problema del sistema Italia, non di Expo

      • echomrg

        è vero, hai ragione, ma…
        ho risposto sopra a questa “obiezione”.

  • Parto dal presuposto che ciò che dici Filo è tutto vero. Però.

    Gli stranieri dicono “amazing!” perchè non ci vivono in Italia. E viceversa, noi diciamo “amazing” di cose che a certi cittadini di certe nazioni fanno girare i coglioni perchè non viviamo lì e non percepiamo un evento o una qualsiasi cosa come l’ennesima cosa fatta male o che non aiuta a molto o che ha “rubato soldi” ad altre cose. Quindi, è normale a mio parere che succeda. Io credo che siamo gli unici che possono fare commenti brutti sull’Italia. Ne siamo legittimati. Chi la vive dall’estero no, cazzo ne sanno loro? Ovviamente non capisco l’effetto “spero che vada tutto male”: quello è più vicino all’odio. Ma a parte questo caso, il resto secondo me è doveroso. Se non noi, chi? I tedeschi?!

    Volevo poi aggiungere una postilla: a me ha fatto piacere che La Grande Bellezza abbia vinto. Ma non posso dire che abbia vinto un bel film. E immagino ce ne siano tanti altri nel corso degli Oscar che abbiano vinto nonostante fossero mediocri, ma solo perchè sono italiano non devo esultarne in maniera totale elogiando qualcosa che, in definitiva, per me non è da elogio. Sento di essere orgoglioso perchè l’Oscar è venuto in Italia, ma sento anche che la vittoria sia stata dovuta più ad una serie di manovre ben organizzate che ad un reale valore del film.

    Io non andrò ad Expo non per boicottarlo ma perchè nonostante io sia uno molto attento alla comunicazione, ancora non ho ricevuto un chiaro riferimento su cosa sia, a “cosa serva” e perchè io, persona comune, dovrei andare a visitarlo. Anche la comunicazione, è stata gestita davvero dimmerda.

    • Sul discorso “Comunicazione” penso tu abbia ragione, credo che pochi italiani abbiano chiaro fino in fondo che cosa sia Expo. E questa è una pecca non da poco.

      Sono d’accordo con te anche a proposito del fatto che noi italiani siamo i più titolati a commentare le vicende di casa nostra, ma quello che io ho colto nell’articolo di Filo è la differenza tra chi esercita il senso critico e chi invece fa il tifo contro a prescindere. Nel primo caso io sono convinto sia una cosa positiva, perché dimostra che le persone ci tengono e “vigilano” su Expo con l’obiettivo di renderlo “migliore”. Nel secondo caso invece si tratta di disfattismo puro e semplice.

      PS: Comunque ci mancherebbe che uno non possa decidere che non è interessato ad Expo 🙂

    • Filo

      Ti ringrazio per l’attestato di stima 🙂
      Allora, su molte cose sono d’accordo, a partire dal problema della comunicazione di Expo, gestito male e in ritardo a mio avviso. È una pecca grave che non ci si può permettere nel 2015, ma è anche vero che con due click su google uno il problema se lo può risolvere da sé.
      Per quanto riguarda La Grande Bellezza io non metto in discussione la qualità: è un film che nemmeno io ho amato particolarmente. Come dici giustamente tu, gli Oscar sono un gioco di forze: non vince quello più bello, vince spesso quello più forte in quel preciso momento. Forse è un problema mio, ma quando un film italiano, che non sarà un capolavoro, ma che è comunque un film tecnicamente ineccepibile, dal sapore internazionale, e ambizioso come raramente si vedono nel nostro paese, e che per miracolo viene osannato/amato dalla stampa straniera dopo più di 20 anni di assenza dal giro dei paesi che contano, io anche se è un film che non ho amato mi ritrovo comunque a fare il tifo per lui.
      Ovviamente il mio non vuole essere un invito a “farci andare bene tutto”, ma mi chiedo perche, generalizzando, ci sia in Italia la tendenza a “rovinare la festa” a noi stessi, tutto qua.

      PS: sto scrivendo con il telefono, scusate gli errori 🙂

      • Sai Filo, tutte le comunicazioni sarebbero efficaci se il criterio sarebbe quello di cercarsele da sè. E anche tutto questo social marketing di cui tutti parlano avrebbe poco senso. Il problema, soprattutto per gli eventi (ma anche per i prodotti), è che appunto uno non debba cercarsele da sè ma che debba “scontrarci”. Se fai comunicazione sperando che ti cerchino, stai facendo male il tuo lavoro. Che è una cosa che io dico, perchè anche se chi ha gestito la comunicazione di Expo è italiano, comunque ha fatto un lavoro di merda e io non posso zittirmi solo perchè l’ha fatto un italiano.

        Quindi non credo che sia una tendenza a “rovinare la festa”. Credo invece che gli italiani oggi vogliano essere più consapevoli. E in molti casi ciò che si propone è qualcosa di media qualità spacciata (da chi detiene un potere decisionale) come buona. Il chè è diverso ovviamente da odiare le cose a prescindere, che è più un essere frustati dal proprio paese. Ma io credo che gli Italiani abbiano il sacrosanto diritto di analizzare in maniera critica cose italiane che ritengono fatte male. E dirlo. Non gufarci, ma dirlo sì.

        • Filo

          Il tuo discorso non fa una grinza, quando dici che non puoi tacere solo perché l’ha fatto un italiano hai ragione al 100%.
          È evidente che le tue non siano prese di posizione ma argomenti “ragionati”.
          Purtroppo il 90% dei contestatori non è come te, tutto qua.

  • Avevo dimenticato di inserire il mio commento al post di FIlo: https://33.media.tumblr.com/8cb046e6f16e05f8521e15de31927f52/tumblr_mt80mvKYGn1rqfhi2o1_500.gif

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