Perché lui ha successo E IO NO?

Ve lo siete mai chiesto? Vi è mai capitato di osservare persone o colleghi situati piuttosto in alto nella scala del potere e domandarvi “se lui c’è riuscito, perché io invece no? Perché sento che il mio destino sarà per sempre legato ad operazioni quali smistare la posta del capo, ricordare ai miei superiori la data di nascita dei loro figli, intervenire in riunioni di poco conto?”. Io lo penso a volte spesso praticamente sempre. Il discorso, aspetto ancora più drammatico, è che non stiamo parlando solo dell’ambito lavorativo; questo ragionamento può essere replicato praticamente ovunque:

  • Nella vostra famiglia. Voi siete il figlio di cui tutti si dimenticano il nome. Avete studiato, vi siete laureati nei tempi, ma tutta la famiglia parla in toni entusiastici di vostra sorella, che attualmente fa la barista a cinque euro all’ora, sì ma A PARIGI. Agli occhi della famiglia lei ce l’ha fatta, voi no. Voi avete un posto fisso, iniziate a pensare ad un mutuo, a una famiglia, ma vivete a Rozzano in un bilocale. Avete lo stesso appeal di una mela avvizzita.
  • Nella vostra cerchia di amici: voi siete sempre disponibili a offrire la cena a chi ha dimenticato il portafogli a casa, fate da tassista per tutta la compagnia, ascoltate pazienti i drammi sentimentali del più lagnoso dei vostri amici. Eppure, quando si tratta di chiamare qualcuno per primo, tutti pensano subito a quello che si fa sempre offrire la cena, che non ha mai tempo da dedicare agli altri, ma che ha una simpatia sfrenata capace di perdonargli anche il fatto anche ancora vi deve trecento euro.
  • Nella vita di tutti i giorni. Non vi sedete nemmeno su un autobus vuoto, per essere eticamente corretti nei confronti dei più anziani che potrebbero salire alla fermata successiva. Poi arriva il brillante, quello smartone che si siede ma elargisce sorrisi a destra e a manca, che ammicca in maniera così adorabile alle vecchiette in piedi che – alla fine della fiera – gli stronzi musoni siete voi.
  • In coda alla posta. Voi, pazienti, aspettate il vostro turno. Avete la macchina con il disco orario che sta scadendo, dovete rientrare in ufficio perchè il vostro capo vi vuole vedere (presumibilmente per licenziarvi perchè avete sbagliato a fare delle fotocopie ciclostilate), ma mai e poi mai vi sognereste di chiedere un trattamento di favore. Poi entra la splendida, fresca come una rosa, che non lavora e che non ha fretta ma che, con due moine e due sorrisi, riesce a passare davanti a tutti. Anche voi la lasciate passare, perché (come avrete iniziato a capire) siete – irrimediabilmente – dei babbi di minchia.

Vi è capitato, leggendo, di sentirvi chiamati in causa? Sento che siamo tanti, tantissimi. Una manica di idioti che – spiace dirlo – non ce la faranno mai nella vita. Il mondo non è dei buoni, dei rispettosi, dei ligi al dovere. È così, prendiamolo come dato di fatto.

Se volete sapere in cosa differiamo dai veri vincenti, dovrete aspettare la prossima settimana. Per ora ho voluto solo farvi prendere coscienza del fatto che siete fondamentalmente dei falliti. Nella prossima puntata capiremo il PERCHÉ.

Baci & Ottimismo,

Wannabefre

Wannabefre

Credo nell'ironia e nel sarcasmo come armi per conquistare il mondo.

Sognavo di fare il prete, ma poi ho finito per studiare economia. Se però mi chiedete cosa sia il cuneo fiscale io vi rispondo che cuneo lo potete dire a vostra sorella, razza di maleducati.

Vivo di pasta, sushi e Nutella sui biscotti di pastafrolla, pertanto credo che le persone che non mangiano siano meschine e abiette.

Sono una figa, perché oltre ad avere gli occhi verdi e una faccia che si abbina ai centrotavola fatti all'uncinetto, so anche la tabellina del cinque a memoria. Il mio sogno di vita è essere pagata per trasformare ossigeno in anidride carbonica.

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comments

  • Gelido

    si ok in grandi linee appartengo a questa categoria… ma mi sono consolato con il fatto che (mediamente) ho la coscienza a posto! 🙂

    • Yoghina

      Benvenuto nel club allora! In quale categoria rientri? Figlio/ragazzo alle poste/ragazzo sull’autobus?

  • Pingback: Perché lui ha successo e io NO? #2 - Signorponza.com()

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