Perché l’Italia non vince e convince all’Eurovision Song Contest?

Bella domanda, noi Italiani siamo i classici studenti che hanno le capacità ma non si applicano. Abbiamo tutti gli ingredienti in casa, ma per pigrizia o per spocchia preferiamo mandare altro.

Sabato 14 maggio però Måns e Petra ci hanno fatto un riassuntino su come costruire la canzone vincente.

Basta poco… Iniziamo con trombe e manzi desnudi che percuotono (Russia, Ucraina 2004).

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In assenza di manzi vanno bene anche arzille vecchiette col tamburo. (Zdob si Zdub, Moldavia 2005)

KIEV, UKRAINE: Zdob si Zdub of Moldova perform in the dress rehearsal in Kiev 20 May 2005 prior to Saturday's final of the 50th Eurovision Song Contest. AFP PHOTO/ Sergei SUPINSKY (Photo credit should read SERGEI SUPINSKY/AFP/Getty Images)

Mettere un po’ di folclore locale, con uno strumento mezzo inventato. Poco importa se lo suona un manzo o un vecchio barbuto. (Praticamente metà delle ex Repubbliche Jugoslave degli ultimi 10 anni).

E poi buttateci anche un violino, che il violino funziona sempre. (Alexander Rybak, Norvegia 2009)

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E se tutto sto folclore fa vecchio, beh metteteci un DJ. Che è roba vecchia di 30 anni ma all’Eurovision sembra avveniristico. (Indistintamente ci hanno provato quasi tutti i paesi, dalla Grecia alla Finlandia)

Anche i costumi sono importanti. Come ci dimostra un Måns a petto all’aria che si ispira un po’ a Sakis (Grecia 2004 e 2009).

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Ma anche a Dima Bilan (Russia 2006 e 2008).

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E Petra che sfodera un costume tutto lustrini e tette, come fece Charlotte Nilsson (Svezia 1999).

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Ora che abbiamo messo gli elementi fondamentali possiamo passare alla canzone. Bisogna dare al pubblico dei temi in cui si possano riconoscere. L’amore funziona. Anche la pace funziona. Poi che gli ABBA abbiano vinto con Waterloo che parlava di una battaglia… beh è l’eccezione che conferma la regola. E inizia quindi la canzone:

Let the song begin with passion
Let the wind begin to blow
You can break the rules of fashion
And your chance to will shall grow
Look into the TV camera
So the audience can see
That you’re lovable – not desperate
Smile and they will vote for me

Un riferimento a Måns stesso nel 2015.

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Fill the stage with lights
As dancers will join us

Un riferimento a Carola (Svezia 2006)

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The expectations grow
It’s time for the chorus
Love love peace peace
Old women baking bread

Un riferimento alle Buranovskye Babushki (Russia 2012).

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Peace peace love love
And a man in a hamster wheel

Un riferimento a Mariya Yaremchuk (Ucraina 2014)

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Love peace peace love
Make it unforgettable
You will be the best
And win the Eurovision Song Contest
Now we’ll go down a notch
Our hands will touch
Pretending we’re in love

Un riferimento a innumerevoli duetti, tra cui la Georgia del 2013 o la Danimarca del 2010.

It’s you and me and when we change the key
We’ll give the world a show
It begins to snow

Un riferimento a Loreen (Svezia 2012).

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Love love peace peace
And a burning fake piano

Un riferimento ai Makemakes (Austria 2015).

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Peace peace love love
And a Russian man on skates

Riferimento a Evgeni Plushenko che accompagnò sul palco Dima Bilan, Russia 2008… e c’era pure il violino. Guardare tutta l’esibizione per credere.

Love peace peace love
It’ll be incredible

Apparizione della mugnaia polacca già sul palco nel 2014.

 

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You will be the best

Apparizione dei Lordi (Finlandia 2006).

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Poi ritorna anche Loreen in persona.

Love love peace peace
Party for everybody!

E arrivano ballerini vari, usati dai più disparati Paesi. Si va dalla ballerina col tutù a quelli folcloristici con i costumi tipici.

Peace peace love love
More tricks in the hamster wheel
Love peace peace love
And we can guarantee
That you will be the best
And win the Eurovision Song Contest

E una bella sparata di fuochi d’artificio, ampiamente usata da chiunque, a me piace ricordare la Bielorussia del 2011. Praticamente i botti di capodanno in 3 minuti di canzone.

In due minuti i nostri adorati presentatori hanno condensato il meglio del meglio (o del peggio) degli ultimi 15 anni. Una sorta di bigino del Eurovision Song Contest. Una nota di merito ad Edward af Sillén, l’autore dietro a questo numero pazzesco!

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