Milano for dummises: 5 consigli utili per ingenui terroni che emigrano al Norde.

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Questo post non s’ha da fare, è stato un po’ il leitmotiv delle ultime settimane. Dopo il successo del mio post iniziale sono stato contattato dalla HBO che mi ha proposto uno show basato sulla mia vita, fantasticando un po’ sulla parte in cui contraggo un virus mutante che mi trasforma in un supereroe. Ho dovuto declinare l’offerta perché va tutto bene, ma mi rifiuto di accettare l’idea di mettere le mutande sopra la calzamaglia come Superman & co, ecco. Minchiate a aparte, son state settimane piene come Ariana David su L’Isola dei Famosi.

 

Ma stasera mi son detto, perché fare costruttive quando puoi andare a scrivere minchiate sul blog? Ecco, inviate un SMS al 40409 e ditemelo perché la risposta non l’ho mica trovata. In omaggio anche l’oroscopo di coppia e un dito nel culo. Di cosa parleremo oggi? Ci siamo lasciati con me che prendo il Frecciarossa, oltrepasso avventurosamente (=tirando le bestemmie al WiFi fake di Ferrovie dello Stato) la linea Maginot e mi ritrovo nella pianura padana a cercare le mondine. Potremmo continuare con la mia storia, ma al momento mi preme dedicarmi ad un argomento di utilità per tutti quelli che come me si avventureranno in Lombardia per lavoro, studio, boh. Quando infatti arrivi a Milano, dovrebbero farti una piccola guida, un compendio, un pacchetto di benvenuto che ti permetta almeno di non fare errori critici e topici appena arrivato. Quindi, dato che l’emigrazione dal sud al nord continua, tanto che nel rapporto SVIMEZ a breve ci metteranno le bestemmie per farcelo capire anche quest’anno, credo che sia mio dovere morale offrirvi questi CINQUE consigli essenziali per sopravviere alla prima settimana a Milano.

 

1) I MILANESI NON ESISTONO.

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C’è chi dice che Dio è morto, chi non crede a Big Foot, chi guarda le scie kimike nel cielo e chi fa il massone la domenica. Ma non c’è nessuno che vi dirà che i milanesi esistono. Quando vi trasferirete a Milano, prenderete probabilmente la metropolitana per prima cosa, e vi chiederete se siete scesi alla stazione giusta o il Frecciarossa invece che a Milano C.Le vi ha lasciato a BARI. Perché sì, tutti i pugliesi sono a Milano. Tutti. Da tutte le parti della Puglia. E se non sono pugliesi in realtà vogliono esserlo. A seguire ci sono i giappocinesi, i sudamericans, terroni vari e poi Quelli Di Vicino Milano che abitano in paesi dai nomi scioglilingua che secondo me non sono veri: si tratta di pugliesi che si spacciano per pseudo-milanesi, perché magari sono di seconda generazione.Quindi non stupitevi se non troverete nessuno che sia nato a Milano, perché in realtà Milano è in provincia di Bari. O di Lecce.

 

2) RIFUGGITE I COMPLEANNI.

Appena trasferiti avrete più spese che capelli in testa. Abbonamento, visto, permesso di soggiorno, etc. e l’ultima cosa che volete è spendere altri soldi. Quindi non andate ai compleanni. Perché oltre ai soldi del regalo, la gente del norde (finti milanesi, terroni di terza generazione o terroni naturalizzati) vi faranno pagare il conto. Ma vi pare normale? Cioé è il mio compleanno, vi rompo il cazzo a venire alla mia festa e devo anche farvi spendere i soldi per mangiare e per farmi il regalo? Se vi arrivasse un invito per un compleanno liquidate con un “Uh grazie! Ti passo a trovare dopo cena allora! Sei preziosa!” e risparmiatevi un bel po’ di dindini. Se poi siete della cateogira Terroni Mantenuti potete anche andare, ma fossi in voi mi tratterrei dall’ordinare un bue, perché poi andate al rischio del punto 3).

 

3) IL CAMBIO EURO MILANESE ED IL CAMBIO EURO RESTO D’ITALIA.

A Milano 1€ non vale 1936,27 lire ma, bensì, 5€. Tutto quello che normalmente nel vostro paesino della Calabria costava due spicci, a Milano ne costa 10. Sarà per questo che lo spread sale così tanto, perché Piazza Affari è a Milano? Non si è capito bene il fenomeno di inflazione per cui tutto quello che nel resto d’Italia ha un valore a Milano costa 20 volte tanto. Ma può anche darsi che si tratta di una moda, come nella pubblicità di quelli che non comprano l’auto bella perché costa troppo poco per loro. Forse a Milano fa figo spendere il triplo. Ad ogni modo, quando entrate al supermercato portatevi i sali, in modo che se vi viene un mancamento avrete modo di farvi aiutare da qualche misericordioso passante.

 

4) IL RAPPORTO INVERSAMENTE PROPORZIONALE TRA LUNGHEZZA DELLA JOB TITLE E DI QUELLO CHE EFFETTIVAMENTE FAI.

A Milano tutti lavorano. Se non lavorano, il loro lavoro è “freelance”. Ma “freelance” de che? Boh, dell’esistenza forse. Ad ogni modo a Milano tutte le job title sono in inglese, perché è uno status, come il septum e i capelli rasati a scodella, come odiare i fashion bloggerz. Forse già lo sapevate, ma io ve lo confermo e vi offro anche uno strumento analitico per capire quanto effettivamente qualcuno fa qualcosa di imporante nella propria vita. Se per esempio uno vi dice di  essere “Visual Merchandiser Junior” è praticamente uno di quelli che allestisce le vetrine. Non che ci sia niente di male a farlo eh. Mentre “Sales Consultant Assistant” è il commesso in stage, ovvero l’80% della gente che ha studiato lingue o design e ancora rimpiange il giorno che non ha imparato ad usare la vanga nel giardino della nonna giù al paese. Quindi mi raccomando, prendete questo tip come uno stimolo per due cose: 1) capire con chi stringere rapporti utili e con chi fregacazzi e 2) inventarvi una job title lunga ma non troppo che vi permetta di essere preso in considerazione dagli alloctoni.

 

5) IL MISTERIOSO CASO DEI TERRONI A MILANO.

Questo non è un consiglio ma è un dato di fatto. A Milano incontrerete più gente che conoscete del vostro paese di origine di quanto vi sia mai capitato nel vostro paese di origine. Per una strana congiunzione astrale a Milano ci sono tutte le persone che conosci e se non ci sono ci finiranno. Non stupitevi. Se vedete qualcuno tra la folla che vi ricorda un vostro amico di liceo è probabile che sia effettivamente lui che si è trasferito a Milano per fare lo sfigato, rigorosamente freelance.

 

Ecco, la mia serie mensile di minchiate finisce qua. So che vi aspettavate di meglio, ma anche io ho una vita che non si concretizza tra i tasti di un pc e al momento mi trovo in una camera iperbarica di cose da fare che mi rende difficile anche solo trovare il tempo per ordinare la sabbia del gatto su internet. Detto questo vi porgo il mio saluto e vi ricordo che se vi trovate a milano NON DOVETE ROMPERE IL CAZZO A CHIEDERE “CONOSCI UN POSTO DOVE POSSA DORMIRE?” che è la frase tipo di chi vuole venire a piazzarsi a casa vostra a tempo indeterminato.

Ricordate di attraversare sempre con il verde.

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