Melodifestivalen 2017: cosa vi siete persi

Mentre la redazione di Signorponza.com perdeva la dignità e l’uso del fegato a #Ponza10 qualcuno doveva pur portare a casa la pagnotta. E il vostro bravo claussibraun ha preso armi e bagagli ed è volato a Stoccolma per raccontarvi che cosa è successo al Melodifestivalen (se non vi ricordate cos’è potete recuperare qua con un simpatico bigino).

Iniziamo col dire che il 2017 è stata una di quelle edizioni piene di colpi di scema scena, drammi, scandali, droga sesso e rock ‘n roll. Insomma come un qualsiasi Sanremo presentato da Pippobaudo.

Già le 4 semifinali ci hanno riservato eliminazioni illustri:

  • Charlotte Perrelli  con una esibizione molto glamour, ma una canzone francamente indecente
  • Dinah Nah che avrete SICURAMENTE già sentito a #PZSQ (altrimenti recuperatela dalla playlist Spotify) e qui francamente vista la pazzeschità, ancora non capiamo cosa sia passato per la mente dei telespettatori svedesi. CHOC

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La quarta semifinale ci ha regalato un piccolo gioiello di performance. Qualcosa tra Marina Abramovich, Sia e Alessandra Celentano. Il ritorno in pompa magna di Loreen.
Chiaramente i telespettatori svedesi non hanno capito una mazza e l’hanno spedita nella quinta semifinale, quella dei ripescaggi. E qui si è verificato il vero DRAMMA: in un duello praticamente dall’esito scontato, Loreen viene eliminata. Come disse zia Mara Maionchi in una delle sue più celebri interpretazioni: mai una novità, mai, mai, ca**o!

Ed in un simpatico collage eccovi servite tutte le canzoni trombate (vi consiglio comunque di guardare questo video #rzcz)

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A questo punto ammetto che in tanti hanno iniziato a dubitare del buon gusto che solitamente contraddistingue gli Svedesi. Già pronte rappresaglie da Ikea ed H&M.

La finale di sabato sera si è aperta come al solito con uno show full of technology, ma soprattutto con un ritmo incalzante. In appena 1h10 avevamo già ascoltato tutte le canzoni. Come a Sanremo.

Eccovi servite le 5 canzoni TOP di quest’anno:

Come procede la votazione? Prima una sedicente giuria internazionale assegna punti a televoto aperto (notate i bravissimi Caligiore e Grassi che presentano rispettivamente i voti delle giurie italiana e francese) giusto per buttare un po’ di zizzania e spingere i teenagers al telefono.

E già arrivano le prime sorprese. Wiktoria data grande favorita viene spedita nel baratro dalle giurie. Al momento del conteggio finale iniziano a tremare i polsi… un po’ di sorprese (Nano primo al televoto) e alla fine la spunta il nostro amico sul tapis roulant Robin Bengtsson con “I can’t go on”. Vince tutto e va Kiev!

Nel frattempo social media e carta stampata impazziti. Accuse di brogli, giurie farlocche, televoto ignorante e caprone. Il festival del complotto.

Baci stellari a tutti.

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Ah no, giusto per fare un po di scandalo… all’after party ufficiale la finiscono con la polizia che arriva, trova i bagni più innevati delle piste di Cortina e arresta due celebrities che sono nell’organizzazione. Franca Leosini pronta ad intervistarli!

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E visto che il sabato sera è da sempre tempo di catfight (come ci insegna Milly), anche all’after party del Melodifestivalen l’hanno finita a burzettate. Il direttore artistico che inizia ad insultare pesantemente i produttori del vincitore. Già partite le querele.

Insomma una cosa tranquilla da festa delle medie, come direbbe qualcuno.

Per recuperarvi le clip di tutte le canzoni e anche di tutto lo spettacolo potete andare sulla pagina ufficiale del Melodifestivalen.

claussibraun

Milanese espatriato, vivo a Bruxelles. Parlo almeno 3 lingue al giorno, ma non sempre le stesse. Delle volte sogno anche coi sottotitoli.
Eurovision Song Contest connoiseur, le 5 presenze in loco fanno da garanzia. Viene da se che amo la musica pop, magari anche un po’ baraccona ed appariscente. Una canzone uptempo con un key change, un ventilatore e dei lustrini e sono contento. Se la canzone è svedese, sarò vostro per la vita.

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