Qualche consiglio di stile per un matrimonio gay all’altezza

Grazie a Santa Monica da Cirinnà oggi finalmente in Italia abbiamo una legge che permette alle persone delle stesso sesso di unirsi civilmente.

Certo è una legge zoppa, una legge che in altri stati è a dir poco obsoleta, ma è pure sempre quel primo timido passo che ci sta permettendo di abbattere le tante barriere del pregiudizio e che aprirà la strada al cammino verso il reale obiettivo: il matrimonio egualitario.


Se è vero che la legge è arrivata con tipo 20 anni di ritardo, è altrettanto vero che il buongusto è rimasto ugualmente indietro. Per anni ci siamo sorbiti due immagini stereotipate del maschio gay: la checca effeminata e il bono stratosferico.


A chi non è capitato di sentire la simpaticona di turno dire che “io ho un sacco di amici gay”, “i gay sono sensibili”, “i ragazzi più belli sono tutti gay” e soprattutto “i gay hanno buon gusto”?

A chiunque di voi abbia pensato anche solo una volta una di queste cose vorrei dire:

Quindi eccomi qui, puntuale come le polemiche di Adinolfi, a smentire categoricamente che nel gay starter pack sia incluso anche avere sensibilità per il buongusto.

La premessa doverosa all’elenco che seguirà è che si tratta dell’opinione del sottoscritto; se voleste sposarvi con una parrucca multicolor e col tacco 12, difenderei la vostra libertà di scelta sempre e comunque (arricciando le labbra, però); ma soprattutto ricordiamoci che il peggio del peggio in fatto di abiti da matrimonio lo ha dato un eterosessuale:

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Ecco allora le cose da evitare, a parer mio, nel giorno del vostro matrimonio (io lo chiamo così e mollatemy):

Il Papillon

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Ragazzi non siamo più nel 2011. Ci è piaciuto a tutti indossarne di strani, con le forme e i materiali più assurdi, e posso anche capire che ancora oggi possa capitare l’occasione in cui indossarlo, ma che decidiate di andare all’altare in Comune con oggetti improbabili attorno al collo proprio NO.

Il Cilindro

Francisco Raffaele Villarusso, a destra, e Luca De Sario con la sindaca di Roma Virginia Raggi, in Campidoglio, il 17 settembre 2016 (ANSA/ US - RUSSO-CRESCENZO)

Ragazzi, a parte il fatto che il cilindro al massimo va tenuto in mano e mai indossato, ma il vero problema è che nel vostro intento di sembrare eleganti il rischio di sembrare invece addestratori di tigri di un circo è altamente probabile. Quindi a meno che il tema del vostro matrimonio non sia Circus di Britney Spears, il cilindro decisamente NO.

Le Calze

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Ragazzi, le calze vanno indossate. A tinta unita. In filo di scozia. LUNGHE. Anch’io sono un fan delle calze Gallo e anch’io amo tantissimo la caviglia nuda in estate, ma vedervi davanti al Sindaco con righe dai colori improbabili o col pelo che si intravede sotto al pantalone troppo corto proprio NO.

Gli accessori Rainbow

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Ragazzi, non è che le femministe il giorno del loro matrimonio arrivano e tirano fuori le tette o si scrivono sulla pancia “L’utero è mio e me lo gestisco io”. Abbiamo sfilato tutti ai vari Pride che ci hanno condotto a questa prima parziale vittoria (lacrimuccia) ma questo è il giorno del vostro matrimonio, non una manifestazione. Le cravatte, le pochette o qualsiasi altro accessorio rainbow proprio NO.

I vestiti uguali

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Ragazzi, a meno che non siate gemelli, e in tal caso saremmo un attimo nell’illegalità, non vedo per quale motivo dobbiate vestirvi uguali. Mi piace l’idea del fil rouge nel tema del matrimonio e che quindi ci sia un’armonia anche negli abiti che decidete di indossare, ma presentarsi mano nella mano come le gemelle di Shining è ancora una volta un grosso NO.

Detto tutto ciò, fate un po’ come vi pare, ma soprattutto: chi ve lo fa fare?

Buon matrimonio a tutti!

 

 

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comments

  • Io comunque a quello le bretelle rainbow, gliele perdono dai! (un po’ meno la cravatta col nodo fake)

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