La mia prima volta con Italo

Dicevo della bellezza della possibilità di scegliere. Ma niente mi gratifica di più del diritto di criticare qualsiasi cosa. Che poi, diciamocelo chiaramente, è il vero ed unico motivo dell’esistenza dei blog.

La mia prima esperienza con Italo, da Milano a Roma andata e ritorno, ha avuto luci ed ombre. Cominciamo dalle cose belle, per poi bastonare Montezemolo senza pietà per le cose che non funzionano.

Innanzitutto il design del treno, moderno e funzionale, mi è piaciuto molto. E siccome al giorno d’oggi siamo tutti designer, specialmente a Milano, anche questi sono particolari importanti. Altrettanto importante è il layout interno delle carrozze, dove i sedili sono disposti per la maggior parte come in aereo, ossia affiancati e non disposti frontalmente a gruppi di quattro. E questo ha il grande pregio, per i misantropi come me, di non costringermi a guardare altri esseri umani mentre sono in viaggio.

Altro aspetto positivo è senza dubbio la validità di chi ha effettuato i casting per selezionare il personale di bordo. Ci siamo capiti.

All’andata, il treno è stato puntualissimo, al ritorno c’è stato invece qualche problema sulla linea che ha costretto a fare circa 25 minuti di ritardo. Gli aggiornamenti in tempo reale sul ritardo non sono però mancati, quindi essere completamente fermi in mezzo al nulla più totale risulta decisamente meno inquietante.

Le note dolenti iniziano con la temperatura di bordo: l’aria condizionata è probabilmente regolata da un serial killer che ama congelare le sue vittime e poi farle a pezzi. Portatevi il golfino, date retta a mamma.

E poi internet. Che funziona davvero male. Italo avvisa che il sistema è in fase di messa a punto finale, per cui ci possono essere disservizi o discontinuità. La realtà però è che in un intero viaggio da Roma a Milano non sono mai riuscito a collegarmi al servizio wifi. E da bravo rompicoglioni utente attento ai suoi diritti, mentre ero sul treno ho scritto al servizio clienti. Mi hanno contattato telefonicamente pochi minuti dopo la fine del viaggio, scusandosi e spiegandomi i motivi dei malfunzionamenti.

Questo significa avere a cuore il cliente. Tophost, mi leggi?

PS: vi ricordate, vero?

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Sono bravo in molte cose, tra queste non c'è "scrivere bio".
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comments

  • Tutto sommato mi sembra però meglio del servizio offerto da Trenitalia…

    • Devo dire che nel complesso credo che i due servizi si equivalgano, hanno entrambi aspetti positivi e negativi. La cosa positiva è che essendo due offerte diverse, c’è più possibilità di trovare soluzioni adatte alle proprie esigenze. E resta il fatto che Italo è un servizio nuovissimo, per cui credo possiamo concedere qualche attenuante per questi primi mesi.

  • mica male dai. poi i sedili disposti in modo tale che un 50enne con tanto di fede al dito, ti fissi per tutto il viaggio, è un’ottima cosa, fa prooprio schizzare il punteggio di Italo…

    mi hai ricordato degli awards ç.ç devo trovare il tempo!

    • Per fortuna queste esperienze non mi sono ancora capitate 😀

  • Pingback: Provaci ancora, Italo. Provaci ancora, Luca Bazooka. | Così è (se vi pare)()

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