Inside Out: capolavoro dentro e fuori

Solitamente le mie recensioni cinematografiche vengono pubblicate a distanza di qualche giorno dall’uscita nelle sale, in modo da non essere troppo spoiler per nessuno. Nel caso di Inside Out però mi trovo un po’ in difficoltà, perché ormai è un film che ha visto tutto il mondo e ognuno ha sentito il bisogno di esprimere la sua opinione. La mia è abbastanza riassunta nel titolo, quindi se siete PIENI di leggere di Inside Out vi può servire come sintesi.

Bene, ora che sono consapevole che nessuno leggerà questo post, posso dire ufficialmente di sentirmi così:

Ma bando alle ciance, se siete tra i pochi che ancora non sanno nulla su Inside Out, ecco che cosa vi aspetta.

Trama: [Che difficile]. Il film racconta quello che succede dentro e fuori la mente della giovane Riley, una bambina che quasi arrivata all’età di 12 anni deve fare i conti con un cambiamento importante nella sua vita: la sua famiglia decide infatti di trasferirsi dal Minnesota a San Francisco. Si fa dunque conoscenza con le emozioni che “governano” la sua mente: Gioia, Tristezza, Rabbia, Disgusto e Paura, con le quali lo spettatore intraprenderà un entusiasmante viaggio nella testa di Riley.

Io sono uscito dalla sala (dopo i titoli di coda, ovviamente) urlando “GENIIII” fino a che non mi si è spezzata la voce come quella di Sia. Scegliere di affrontare un tema così complesso come quello delle emozioni e per di più farlo attraverso lo strumento del film d’animazione è una scelta davvero coraggiosa. La realizzazione è stata molto più che all’altezza e la Pixar è riuscita nell’ambiziosa sfida di creare una storia fruibile e apprezzabile dai più grandi e dai più piccini.

Gli adulti possono apprezzare una raffinata analisi di come le emozioni interagiscono tra di loro e influenzano i nostri comportamenti e le nostre decisioni, in una storia costellata di tanti piccole perle che probabilmente sarà possibile cogliere fino in fondo solo dopo averlo visto più volte. I bambini trovano una trama in un certo senso “classica” con dei personaggi davvero fortissimi e incredibilmente carismatici.

Per gli adulti che non sono ancora del tutto cresciuti e rimangono un po’ bambini dentro c’è addirittura la possibilità di apprezzare entrambi gli aspetti. Quindi immaginate un po’ quanto possa essermi piaciuto.

Cose che si apprendono leggendo Wikipedia:

  • Il regista Pete Docter è lo stesso di Up (e infatti ritengo che i due film siano allo stesso modo dei capolavori)
  • Anche Michael Giacchino, che cura la colonna sonora in Inside Out, aveva fatto lo stesso per Up
  • Ciascuna delle emozioni nella testa di Riley ha una forma ben precisa: Gioia ricorda una stella, Tristezza una lacrima, Rabbia una fiamma, Paura un nervo e Disgusto un broccolo
  • Ci sono diversi riferimenti ad altri film della Pixar (Ratatouille, Toy Story 3, Alla ricerca di Nemo) che ovviamente io non ho colto.

C’è però una cosa brutta ed è il corto introduttivo.

Al netto di questo, Inside Out un film davvero bello ed emozionante per il quale mi sento di azzardare un 5 Anne Praderio su 5 (su Rotten Tomatoes ha un roboante 98%).

5 Anne Praderio

E voi l’avete visto? Vi è piaciuto? In fondo al post la scheda molto tecnica di valutazione del film dove avete anche voi la possibilità di dare un voto. Dateci dentro.

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Sono bravo in molte cose, tra queste non c'è "scrivere bio".
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Inside Out: capolavoro dentro e fuori
Idea genialePersonaggi pazzeschiLa cura dei dettagli
Il cortometraggio iniziale
4.9Anne Praderio
Trama
Regia
Livello di shazammabilità
Durata
Reader Rating 7 Votes

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comments

  • Filo

    “Ciascuna delle emozioni nella testa di Riley ha una forma ben precisa: Gioia ricorda una stella, Tristezza una lacrima, Rabbia una fiamma, Paura un nervo e Disgusto un broccolo” ma morto che non c’avevo fatto caso! ♥

    • Come mi piacerebbe vantarmi di essermene accorto io. Einvece.

  • Davide

    4 stelle per me. Il corto iniziale è stato uno strazio totale, il resto lo ho trovato avvincente ma un filino banale. Io avrei preferito vederla nel quotidiano e non in un solo evento importante il quale mi è sembrato molto molto molto catastrofico. Però comunque complimenti per l’ilarità e per lo sviluppo della trama, anche se a volte sembrava molto forzato.

    • Temo che nel quotidiano l’effetto che si sarebbe ottenuto potesse risultare un po’ noioso alla lunga. Secondo me legarlo ad un evento importante è stata la chiave per renderla allo stesso tempo un’avventura alla quale anche i bambini più piccoli potessero appassionarsi.

  • Nient Altro

    Definirlo capolovaro è veramente esagerato.

    Piacevole da guardare ma niente di più.

    • Vabbè come se nel mio metro di giudizio esistessero delle vie intermedie tra “merda” e “capolavoro”.

  • Chiara Peverelli

    Visto con mia figlia che ha 10 anni: io ho pianto (e non poco), lei stranamento no! Forse per i più piccini il senso di alcuni aspetti sfugge, ma le è piaciuto un sacco (soprattutto le scene finali sui titoli di coda). Certo fa riflettere su come siamo esseri complessi e soprattutto cosa mi aspetta da qui a qualche anno!!

    • Io infatti non ti invidio per nulla per il sequel di Inside Out che tra qualche anno vivrai da protagonista (o quasi)! 😛

  • Roberto ®

    Io andrò a vederlo stasera

    • Attendo allora il tuo voto e il tuo parere 😉

      • Roberto ®

        Non ho capito se posso utilizzare la scheda tecnica per dare il voto perchè non ci sono riuscito 🙁 In ogni caso: bellissimo. Voto: 4,5/5. Mi è piaciuto tantissimo pure il corto iniziale e non avevo dubbi che avrei elogiato la tristezza :D.
        Ovviamente, la scena che mi ha commosso di più si è svolta nella discarica dei pensieri…

        • Purtroppo (ma solo perché non l’ho fatta io) i lettori possono dare solamente il giudizio finale, ma non i giudizi singoli 🙁

  • Io l’ho visto nel weekend, e devo dire che bello bravi sdi le be leiba MA altri titoli, come Toy Story 3 o Up, o anche Wall-E in parte, mi hanno emozionato di piu’.
    Forse e’ proprio la trama “per tutti” ad essere la sua parte piu’ debole. in ogni caso si rasenta il capolavoro, anche per l’oggettiva difficolta’ di un tema di questo genere (molto spesso mi trovavo a “pensare” durante le scene ai meccanismi del nostro cervello, e questo e’ un grande merito del film).

    • PS. Al lavoro gia’ da settimane mi chiamano “Disgusto”, ed ho finalmente capito perche’ 😛

    • Non lo so, io non mi sento di ritenerlo inferiore ai titoli che citi, ma a questo punto si tratta di gusti personali 🙂

      • Mamma mia la tenZione zezzuale tra di noi quando divergiamo in opinioni (sempreH).

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