Il Gender Spiegato a Fumetti

Non passa quasi giorno che non abbia qualche news a proposito della teoria gender: se nel meeting dell’anticristo di CL persino un sacerdote viene allontanato per le sue posizioni troppo radicali sull’omosessualità – secondo lui la teoria gender è un piano per ridurre la popolazione terrestre… ok – proprio nei giorni scorsi a Padova una libreria decide di annullare la lettura pubblica di alcuni dei fantomatici libri che indottrinano all’omosessaulismo. Esulta il sindaco Massimo Bigonci, che deve essere amicissimo di Luigi Brugnaro, suo collega di Venezia, che si è insediato da poco ma si è già fatto notare a livello internazionale con l’ordine di ritiro dei suddetti libri (e altri) dalle scuole. Un caro saluto agli amici del Veneto, che con la recente mozione antigender si dimostra la regione più bigotta e omofoba ever.nanni-moretti-682917

Come ben sapete (soprattutto se ascoltate i Podcast) la teoria gender non esiste è un’invenzione in salsa vaticana creata per contrastare quelli che sono gli studi di genere, cioè un approccio multidisciplinare che affronta le differenze tra il sesso biologico e il genere sessuale: non è tutto o bianco o nero, ma nel mezzo ci sono molte sfumature di grigio, circa una cinquantina. Scherzi a parte, io non sono un esperto, e capisco che molti possano avere un po’ di confusione in testa, soprattutto se per sbaglio vi capita tra le mani l’Osservatore Romano, che da perfetto voyeur non perde l’occasione per indottrinare i suoi lettori ad avere paura per i bambini che vogliono farsi le seghe da soli, senza l’aiuto del diacono.

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E ai bambini chi ci pensa? E ai Marò? E ai bambini dei Marò? Purtroppo quella della famiglia fuori dall’ottica del Mulino Bianco spaventa i conservatori, soprattutto quelli che di mulini ne hanno costruiti due o tre. E allora mi è venuto in mente niente meno che un fumetto, che mi aveva lasciato letteralmente folgorato per le tematiche affrontate: Family Compo. L’autore è nientemeno che Tsukasa Hojo, il padre di City Hunter e Occhi di Gatto, e il tratto distintivo dell’artista si riconosce molto facilmente. Family Compo è del 1996, quindi stiamo parlando di quai 20 anni fa, eppure le tematiche sono assolutamente attuali. family-compo-1368152-2

Il protagonista è il diciottenne Masahiko, che rimasto orfano viene accolto nella famiglia dello zio materno; presto però Masahiko scopre che la famiglia Wakanae è totalmente invertita: Yukari, la moglie, è in realtà un uomo (proprio suo zio), mentre il marito Sora è invece una donna. A complicare le vicende la figlia dei due, Shion, di cui Masahiko si innamora, che nel presente è vestita da femmina, ma il cui sesso reale rimane un mistero, visto che è un po’ un maschiaccio, e in passato Shion ha avuto periodi in cui si vestiva da ragazzo. Una commedia dell’equivoco, che forse tratta la tematica transgender con leggerezza, ma che illustra perfettamente come possano esistere situazioni al limite del paradossale, ma pur sempre piene di amore.

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Travestiti, transessuali, crisi di identità (di genere), ambiguità: ve la immaginate una cosa così letta nelle scuole? A Brugnaro partirebbe un embolo. Ok, è solo un fumetto, oltretutto di una cultura molto distante dalla nostra, Che poi la questione “gender” tocca sì gli omosessuali, ma soprattutto le donne, e il loro ruolo nella società di oggi. Le uscite infelici della Miriano e dell’Adinolfi di turno sono volte a proteggere la supremazia del maschio all’interno della famiglia patriarcale, quella benedetta dalla religione e unica vera famiglia naturale: l’uomo che lavora, la donna che si ispira solo ad Antonella Clerici. Che poi vorrei sapere cosa abbia di naturale il contratto di matrimonio: il riso e le colombe? In attesa del Decreto Cirinnà sui matrimoni egualitari   sulle unioni civili sulle formazioni sociali specifiche, vi consiglio di leggervi Family Compo, di farvi due risate, e di crearvi la vostra famiglia senza aspettare che sia il Governo a darvi il kit di montaggio.

Enrico Siringo

Sedicente blogger fin dal 2007, se la sua vita fosse una serie TV si intitolerebbe "The Procrastinator". Arrivo sempre tardi con le serie, e sono il classico binge-watcher che per recuperarle aspetta una bella influenza per spararsi dieci ore non stop davanti allo schermo. Keep calm & Drakarys

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comments

  • perdavveramente

    Dire che le “teorie gender” non esistono è come negare l’esistenza dell’aria che si respira.
    Infatti è solo appoggiandosi all’ “indifferentismo sessuale” che si può affermare l’equivalenza di ogni tipologia di rapporto. Uomo e donna sono differenti in ogni cellula nucleata dell’organismo, differente è il loro modo di vedere la vita, di relazionarsi con essa e con il prossimo. Di conseguenza l’amore (parola che in verità userei con più prudenza e pudore) tra un uomo e una donna è diverso rispetto a quello tra due persone dello stesso sesso e non solo dal punto di vista biologico.
    Quindi, parafrasando lo slogan, “diverso amore, diversi diritti”.
    Seguendo lo stesso filo logico, dall’innata e non costruita differenza sessuale, per una corretta maturazione identitaria dei figli, scaturisce la fondamentale importanza della presenza di una bipolarità sessuale genitoriale.
    Quindi, se davvero non esistono “gender theory”, anche dal punto di vista psicologico è un’assurdità legittimare l’ “omogenitorialità”.

    http://www.lanuovabq.it/it/articoli-quelli-che-lideologia-gender-non-esiste-12222.htm

    • Eccalla’, stanno appostati come gli avvoltoi.
      Anche oggi ha dimostrato di saper usare la funzione ctrl-C ctrl-V, ora se ne vada pure.

    • Non penso che sia stato letto il post con la dovuta attenzione. Come anche già ribadito in altre occasioni (vedi podcast e post relativo linkato sopra) non si nega l’esistenza delle “Teorie e studi di genere” (che sono ben altra cosa) ma del “gender” usato come spauracchio da chi sostiene che sia una teoria usata per insegnare ai bambini che non c’è differenza tra uomo e donna. Le differenze esistono e nessuno le nega. Trovo invece criminale usare queste differenze per giustificare una discriminazione molto grave che oggi avviene sulla base dell’orientamento sessuale, con pochissime differenze rispetto ad altre discriminazioni avvenute nella storia dell’uomo.

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