Il capitale umano e la coda di paglia

De Il capitale umano si è fatto un gran parlare, soprattutto perché sono nate alcune polemiche per il tipo di rappresentazione che nel film si fa di una certa Brianza. Alla fine, che se ne parli bene o se ne parli male, l’importante è che se ne parli e mi sembra che gli incassi confermino. Cioè magari Signorponza.com fosse coinvolto in qualche megapolemica, così poi diventiamo ricchi e possiamo licenziarci tutti e vivere solo di blog. Ma basta sognare: diamo il via alla recensione.

Cominciamo col dire che il trailer è orrendo e non lascia trasparire nemmeno un decimo della bellezza del film. La trama ruota attorno a due famiglie che vivono in Brianza e sono tra loro collegate: da un lato c’è la famiglia Ossola, nella quale il padre Dino (Fabrizio Bentivoglio) è un immobiliarista che sogna di fare il salto di qualità nella società, mentre la figlia Serena (Matilde Gioli) è fidanzata con Massimiliano (Guglielmo Pinelli). Quest’ultimo è il figlio di una ricca famiglia, i Bernaschi, formata da Giovanni (Fabrizio Gifuni) e dalla moglie Carla (Valeria Bruni Tedeschi).

Il capitale umano - Cast

Altro sulla trama non posso dire, perché svelerebbe anche il modo sapiente con cui è stata costruita e raccontata. Questo è senza dubbio uno dei maggiori punti di forza, unita a una regia, firmata da Paolo Virzì, molto efficace, per quanto ne possa capire una persona ignorante come me. Il film dura molto, ma risulta avvincente fino alla fine, senza perdere mai di ritmo.

Il fatto che abbia suscitato molte polemiche per il ritratto che fa della media e alta borghesia del Nord Italia credo sia piuttosto comprensibile: l’affresco che viene tracciato risulta credibile e centrato, al netto di qualche necessaria e inevitabile esagerazione. In altre parole: code di paglia.

Ho trovato anche il cast all’altezza dei difficili ruoli assegnati e, tutto sommato, anche la cagna Valeria Golino se l’è cavata nel suo ruolo di psicologa e compagna di Dino Ossola.

Dopo aver visto Il capitale umano il mio dubbio è solo uno: non è che noi italiani abbiamo di nuovo imparato a fare del bel cinema?

CHIPS e CHEAP: La cosa più CHIPS è senza dubbio la trama. CHEAP è che il personaggio di Fabrizio Bentivoglio talvolta risulta fin troppo brianzolo.

Livello di SHAZAMMABILITÀ: medio. Anche se la scelta delle canzoni è in generale gigiona .

Livello di BONAGGINE DEL CAST: medio. Non so voi, ma Massimiliano Bernaschi

Quanto dura / quanto sarebbe dovuto durare: 116 minuti / 116 minuti. L’ho trovato assolutamente equilibrato.

Mi devo fermare dopo i titoli di coda per vedere la SCENA NASCOSTA o posso andare direttamente a casa? No. Ora non esageriamo.

GIUDIZIO COMPLESSIVO: 4 Anne Praderio su cinque.

Anna Praderio Anna Praderio Anna Praderio Anna Praderio

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