La storia dell’evoluzione dello stile De Filippi

Si avvicina il momento dell’anno in cui tutti parlano (e se non lo fanno, dovrebbero farlo) di cose serie: il Festival di Sanremo. Anche quest’anno, parte su Signorponza la lunga lista di post dedicarti all’argomento e io vengo arruolato per parlarne, come un Dario Salvatori o un Luzzato Fegiz qualsiasi.

L’edizione di quest’anno si appresta ad essere una delle più ICONICHE degli ultimi anni. Carlo Conti ha fatto l’impossibile riunendo sotto il tetto del teatro Ariston le punte di diamante di Rai e Mediaset. Era dai tempi del Sanremo 93, quando Baudo riuscì a portare una blindatissima Cuccarini da Mediaset al Festival, che non si assisteva a un colpo del genere. Eclissate la gara, vallette,  fiori,  conduttore e quant’altro, questo Sanremo porta un solo nome: MARIA DE FILIPPI.

Beh, non starò certo qui a presentare chi è la De Filippi o a descrivere la sua carriera, non c’è bisogno. Quello che mi preoccuperò di fare in questo post sarà ripercorrere le tappe principali dell’evoluzione del look di Maria, da impiegata dell’ufficio legale a regina indiscussa della Tv italiana.

L’approccio che utilizzerò per commentare da trasformazione dello stile di Maria De Filippi lo potremmo definire storiografico. Non si può parlare del look di Maria senza considerare altri fattori della sua vita: i successi in campo professionale, così come l’accrescimento della consapevolezza di sé, è andata di pari passo con la metamorfosi della sua immagine.

Ma andiamo con ordine…

Questa è la storia di una ragazza della provincia pavese, laureata in Giurisprudenza che, nonostante sognasse di diventare benzinaia, tenta di intraprendere una carriera in Magistratura. Fallito il tentativo, Maria viene assunta nell’ufficio legale di un’impresa produttrice di audiocassette. Questa esperienza nell’ufficio legale di un’azienda ha rappresentato la base di una forma mentis che tuttora guida le scelte di stile di Maria: il look da ufficio. Il tailleur è stato a lungo la corazza con cui Maria-dell’ufficio-legale scendeva in battaglia, con cui ha affrontato il suo nuovo lavoro: la moglie di Costanzo la TV. Il taglio e il look nelle intenzioni potevano sicuramente ispirarsi all’icona di eleganza degli anni 90, ossia Lady D, ma mal si accompagnavano alla solarità pari a quella delle mattine invernali sulle rive del Po.
Maria trascorre così gli anni ’90 nella sua nuova veste di conduttrice, protetta nei suoi tailleur, comprati in serie, senza criterio di scelta ma orientati solo alla funzionalità. La tv è un lavoro, per lavorare occorre un tailleur, in Tv metto tailleur: questo è il sillogismo che guida le scelte di Maria. Del resto, questo sillogismo sembra tuttora valido per Maria, che continua ad indossare look da ufficio nelle sue trasmissioni.

Senza che ce ne rendessimo conto (né noi, né lei) Maria-dellufficio-legale diventa un personaggio televisivo di riferimento, a cui tocca anche affrontare tappeti rossi, come quello dei sempre compianti Telegatti. È la fine degli anni ’90 quando Maria esce dalla sua corazza a forma di tailleur e indossa abiti da passerella firmati Giorgio Armani. Non è il massimo dell’audacia, certo, Maria non ama osare, non si sente adatta, rimpiange ancora quella pompa di benzina mai aperta in provincia.

Maria De Filippi in Giorgio Armani ai Telegatti 1999 e 2000

Arriva poi la svolta totale nella sua vita. Maria diventa una presenza costante nel palinsesto di Canale 5, iniziando a mietere un successo dopo l’altro: Uomini e donne, C’è Posta per te, Saranno famosi. L’inizio degli anni Duemila segnano la consacrazione di Maria-dell’ufficio-legale, che inizia ad appropriarsi del suo nome e della sua identità: Maria De Filippi, non la moglie di Costanzo. C’è un look che rappresenta la svolta (quello che rappresenta ad oggi uno dei look più iconici della storia del costume italiano): il completo Giorgio Armani rosso indossato ai Telegatti del 2002.

Maria De Filippi in Giorgio Armani ai Telegatti 2002

Da qui è la svolta sexy di Maria. Basta tailleur da zia, in TV è un susseguirsi di bustini, tubini supersexy e JEANS. Ebbene sì, Maria inizia a sciogliersi e a sentirsi a suo agio, tanto da improvvisarsi anche ballerina (ricordiamo tutti le memorabili performance con Kledi Kadiu a C’è Posta Per Te). I primi anni del 2000 sono gli anni del casual-elegante e la De Filippi indossa sempre più spesso look Dolce&Gabbana, che passano sicuramente in secondo piano rispetto a quelli indossati dalla ‘rivale’ Rai di quegli anni (e testimonial del marchio), Simona Ventura.

Maria De Filippi in Dolce & Gabbana

Finita l’operazione simpatia, Maria archivia bustier e reggiseni a vista e si converte ad un minimalismo monocromatico estremo, dominato dal non colore. Salvo rare eccezioni, la De Filippi punta a look anonimi, rigorosamente neri, quasi a voler eclissare la sua presenza all’interno delle sue trasmissioni. L’unico momento glamour ce lo regala alla serata finale del Festival di Sanremo del 2009, con tre abiti Givenchy.

Maria De Filippi in Givenchy al Festival di Sanremo 2009

Maria-dell’ufficio-legale, diventata Maria De Filippi, consolida ancora più il suo potere negli anni. Batte colleghi e rivali, sia in ascolti che in tribunale (ciao Milly), e vede pian piano cadere, una ad una, le sue colleghe, che inizia a arruolare sotto la sua ala di produttrice Tv. Anche la stampa, ultima nemica giurata, che l’ha sempre accusata di fare Tv spazzatura, si arrende e cade ai suoi piedi: nasce Queen Mary. Queen Mary ha una consapevolezza di sé altissima, non ha bisogno di Instagram come le sue colleghe più disgraziate per ringraziare le maison che regalano vestiti, perché lei i vestiti se li compra. Maria può uscire dalla comfort zone del rigido minimalismo monocromatico e osare con colori e stampe, come ha dimostrato indossando Gucci.

Maria De Filippi in Gucci a C’è Posta per Te, Amici e Tu Si Que Vales

A dicembre 2016 un selfie di Queen Mary appare sul profilo Instagram di Riccardo Tisci, direttore artistico di Givenchy. È stato allora che ho pensato: e se Maria andasse a Sanremo? Se l’idea all’inizio mi è sembrata frutto della fantasia di una mente malata come la mia, nelle settimane successive, le prime indiscrezioni mi hanno fatto capire che forse non sono pazzo, non del tutto almeno. E poi la conferma ufficiale: Queen Mary va a Sanremo, vestita (guarda un po’) da Riccardo Tisci.

Maria De Filippi in Givenchy nelle ultime apparizioni e il selfie con Riccardo Tisci

Quali look dobbiamo aspettarci per il Festival?

Maria ha mostrato da sempre una predilezione per il monocromatico. I colori base del look di Queen Mary sono:

NERO“Nero perché l’umore è nero” può essere sicuramente la risposta che potrebbe dare la De Filippi ogni volta che sceglie questo colore. In realtà, Queen Mary vuole esserci e allo stesso tempo rendere la sua presenza impercettibile e il nero è il colore che assolve a questo ruolo.

Ecco dei look neri che vorremmo vedere su Queen Mary:

BIANCO

Queen Mary usa il bianco non perché è candida come la neve ma gelida come Elsa di Frozen, anche in questo caso la scelta del non colore rientra nella predilezione per un minimalismo estremo.

Ecco i look bianchi che vorremmo vedere all’Ariston:

ROSSO

Rosso come il sangue, quello di cui Queen Mary si nutre, secondo Dagospia, che l’ha ribattezzata Bloody Mary. In effetti, il colore rosso è un grande must del guardaroba della De Filippi, oltre ad essere il colore basic per eccellenza (col bianco e col nero), secondo Giovanni Ciacci.

Ecco i look rossi che vorremmo per Sanremo:

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comments

  • Che voglia di vederla con il “primo” rosso

    • LeoneLewis

      Troppo femminile forse, ho esagerato

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