Eurovision Song Contest 2017 – Diario da Kiev (Giorno 5)

Avevamo iniziato a parlare di Behind the Scenes (ma anche un po’ Untucked) dopo la prima semifinale. Oggi continuo a raccontarvi che cosa voi poveri pasticcini vi perdete con il commento approssimativo di mamma RAI.

Scaldare il pubblico

Ecco vi ricordate il Fiorello del Karaoke in modalità animatore di villaggio vacanze? O i tanti scaldatori di pubblico cari a Iva Zanicchi a OK il prezzo è giusto? Dimenticateveli. Il pubblico di Eurovision lo conquistate con molto molto meno. Piazzate un DJ che mette un best of the cheapest Eurovision entries e avrete un karaoke gigante. Poi ovvio che serve un cerbero che ci comandi a bacchetta e ci dica quando muovere le bandiere o usare la torcia dello smartphone (e visti i risultati miseri, temo che sugli spalti avessero un Nokia 3310). Il tutto viene fatto un’ora e mezzo prima di quello che voi vedete in TV. Insomma dobbiamo essere allenati a resistere in piedi. Non è solo divertimento, ma anche tanta sofferenza!

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Le pause pubblicitarie

Questa è secondo me la vera nota dolente. Ogni canale televisivo dispone di un certo numero di pause pubblicitarie, che però non valgono per noi in arena. E nemmeno se voi stessi guardate la finale in streaming su Eurovision.tv (in lingua originale inglese!). Durante queste pause ci sono i simpatici siparietti dalla green room (che ieri ci ha regalato una proposta di matrimonio che la Ferragni sparisce e la De Filippi ha un travaso di bile per l’invidia), ma anche contributi video come quelli di Verka Serduchka. Per noi è tutto pazzesco, ma temo che a voi facciano vedere Kinder Bueno e surgelati.

Proposta di matrimonio Eurovision 2017

I presentatori in mezzo al pubblico

Qualcuno ieri chiedeva dove fossi mentre i due simpaticissimi attori di Bel Ami presentatori interagivano col pubblico.

Ecco, io presidiavo il mio posto fronte palco che altrimenti me lo scippavano. Questione di priorità, bitches! In ogni caso, i poveri presentatori sono costretti, durante lo spettacolo, a farsi il giro di mezzo palazzetto. E come potrete immaginare devono passare in mezzo al pubblico. Noi che siamo personcine a modo non tentiamo mai di toccarli come fossero dei santi (questi due magari no, ma toccare il braccio di Mans lo scorso anno è stata una di quelle esperienze mistiche…).

Le votazioni

Praticamente una via di mezzo tra un Consiglio Europeo e una partita a Risiko!. Gente che inizia amabilmente ad arruffianarsi stranieri a portata di mano, stringe amicizie e alleanze e, manco a dirlo, a sparare sentenze su chi si qualifica e chi no. La soluzione vincente è avere vicini i fan dei big5 o dei Paesi qualificati nella prima semifinale. Soprattutto se si vogliono conservare i timpani intatti. Quando voi in TV vedete i cantanti festeggiare in green room, nel parterre succede di tutto. Un po’ come quando la Nazionale di calcio vince i Mondiali. Solo che qui siamo educati e simpatici.

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I vincitori

Le semifinali si chiudono immancabilmente con la foto di gruppo dei cantanti che passano alla finale. Vengono catapultati dalla green room davanti alle macchine fotografiche in un battibaleno. E anche loro come i fan si complimentano coi colleghi degli altri Paesi. Anni fa era chiaramente un festival della falsità, ora con tutti i preview parties che fanno sono tutti (o quasi) buoni amici. Insomma più che una foto di gruppo sembra una sagra del buonismo. E pensare che noi volevamo un po’ di rissa e di polemica come Kween Mary ci ha insegnato. E non bastasse quello, i fortunelli che passano il turno iniziano a sbraitare per ringraziare i fan a bordo palco. Devo dire che quelle sono vere soddisfazioni. Che noi Italiani non proveremo mai perché, da vere signore, siamo qualificati di diritto alla finale.

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Adesso basta serietà. Domani gossip, tanto e pepato. In esclusiva per voi. SCOOP.

Nel frattempo non dimenticatevi di partecipare al concorso per vincere i gadget di Eurovision Song Contest 2017 (mancano poche ore!)

claussibraun

Milanese espatriato, vivo a Bruxelles. Parlo almeno 3 lingue al giorno, ma non sempre le stesse. Delle volte sogno anche coi sottotitoli.
Eurovision Song Contest connoiseur, le 5 presenze in loco fanno da garanzia. Viene da se che amo la musica pop, magari anche un po’ baraccona ed appariscente. Una canzone uptempo con un key change, un ventilatore e dei lustrini e sono contento. Se la canzone è svedese, sarò vostro per la vita.

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