Eurovision Song Contest 2017 – 2a Semifinale

Può essere che martedì abbiate fatto l’errore di sintonizzarvi su Rai4 e ascoltare il commento in diretta in italiano, tralasciando il nostro commento live canzone per canzone. È arrivato il momento di redimervi e seguire insieme la seconda semifinale di Eurovision Song Contest 2017, con altri 18 Paesi in gara e tanta bella (?) musica da ascoltare in meno di due ore.

Non dimenticatevi di commentare insieme a noi su Twitter utilizzando l’hashtag #pazzESC e scaldando i motori per la finale di sabato, che seguiremo in diretta su Radio Stonata a partire dalle 20:30 circa.

Che la seconda semifinale di Eurovision Song Contest 2017 abbia inizio! L’articolo è in continuo aggiornamento, per cui vi invitiamo a fare periodicamente “refresh” per leggere tutti i commenti pubblicati sotto ciascuna canzone.


Serbia | Tijana Bogićević – In Too Deep

C’è un po’ di tutto nel pezzo della Serbia: un po’ di Firework di Katy Perry, un po’ di tropical, ancora un bel po’ di Firework. Lei bella bellissima magnifica sì ma il ballerino un po’ di più.

Austria | Nathan Trent – Running On Air

Il cucciolo austriaco a cui non possiamo non voler bene, a maggior ragione ora che sappiamo essere per metà italiano. In compenso la canzone è una di quelle che perfino Justin Bieber nel periodo buio acustico si sarebbe rifiutato di incidere.

https://twitter.com/beardlikeboys/status/862748330501255168

Macedonia | Jana Burčeska – Dance Alone

Ma quanto ci manca Kylie Minogue, quanto?! Abbastanza da accogliere con entusiasmo questo pezzo senza infamia e senza lode finalmente electropop, tra l’altro firmato dallo stesso team che l’anno scorso ci ha regalato questa perla.

Malta | Claudia Faniello – Breathlessly

Non fatevi ingannare dal nome, Claudia Faniello non è l’ennesimo tentativo di riciclarsi di Baby K. Anzi, ne è forse l’esatto opposto: una molto brava (e pare pure simpatica) cantante che però canta canzoni molto noiose.

Romania | Ilinca ft. Alex Florea – Yodel It!

Il 2017 ci ha regalato decine di coppie ben assortite (Zayn e Taylor Swift, Nesli e Alice Paba, Fausto Leali e Anastacia), ma solo questa ha il vantaggio di incidere una canzone che non avrà mai bisogno di una goat edition.

Olanda | OG3NE – Lights and Shadows

Finalmente abbiamo la risposta alla domanda “Perché il Regno Unito non manda le Little Mix all’Eurovision?”: perché ormai l’aveva già fatto l’Olanda. La canzone invece è la risposta a “Perché le Little Mix lasciano le versioni acustiche nascoste alla fine dei loro album?”.

Ungheria | Joci Pápai – Origo

Comunque più comprensibile di un freestyle di Moreno.

Danimarca | Anja – Where I Am

Pare quasi impossibile che lo stesso Paese che ci ha regalato Emmelie De Forest possa tornare con questa roba: se volete tre minuti di urla io non finirò mai di consigliarvi l’Albania di qualche anno fa.

Irlanda | Brendan Murray – Dying to Try

Di solito provenire da una boyband è sinonimo di qualit- quantomeno di voglia di emergere. Per Brendan Murray invece non posso fare a meno di sottoscrivere il commento tecnico di Jo:

San Marino | Valentina Monetta & Jimmie Wilson – Spirit of the Night

Ma di cosa parliamo, di cosaaaaa? Valentina Monetta ormai è un’istituzione e, anche se non possiamo approvare l’idea di farle dividere il palco con un altro cantante, dovrebbe semplicemente accedere di diritto alla finale uh oh.

Croazia | Jacques Houdek – My Friend

La Croazia ci prova con un veterano che ha tentato per sei volte di partecipare all’Eurovision. Quest’anno che ce l’ha finalmente fatta, Jacques Houdek ha deciso di mandare tutto in vacca cantando un ritornello in italiano diverso da Non amo tua ragazza / No way, no way / Trova una nuova.

Norvegia | JOWST – Grab The Moment

Mi emoziono sempre un po’ quando all’Eurovision arrivano canzoni che sembrano canzoni vere. Quest’anno è toccato alla Norvegia con JOWST, un produttore volpino che prima di presentarsi all’Eurovision ha deciso di ascoltare un po’ di radio e portare sul palco un concorrente di The Voice per cantare al posto suo. Pazzeschina.

Svizzera | Timebelle – Apollo

Di questa performance resteranno tre cose: lei vestita da Belle, la durata interminabile e Andrea Delogu che ci parla sopra perché perfino lei pensava fosse finita. E per una volta non me la sento di contraddirla.

Bielorussia | Naviband – Story of My Life

Ma si può vivere con il peso del capolavoro degli One Direction sulle spalle? Ma ci si può vestire come la principessa Serenity e poi essere castana? La Bielorussia ha preso un po’ troppo sul serio l’importante è partecipare e rimanda la finale all’anno prossimo.

Bulgaria | Kristian Kostov – Beautiful Mess

Partiva con le peggiore premesse Kristian Kostov, le stesse che merita chi si presenta con una canzone (un’altra?!) intitolata Beautiful Mess. E invece avevano ragione gli scommettitori, che lo danno come unico possibile rivale di Gabbani: c’è la canzone, c’è l’esibizione, c’è lui adorabile pulcino che ha fatto la gavetta a The Voice Kids e X Factor.

Lituania | Fusedmarc – Rain Of Revolution

Forse è la stanchezza o forse davvero i pezzi migliori sono tutti alla fine: lei pazzesca total red è un po’ la Alexia lituana. Hanno fatto il miracolo passando le selezioni nazionali con un plebiscito, potrebbero essere la sorpresa di questo Eurovision.

Estonia | Koit Toome & Laura – Verona

Ve lo ricordate quando gli Hurts dedicarono una canzone a Verona? Ecco, era un pochino meglio di questa.

Israele | IMRI – I Feel Alive

IMRI ha partecipato alle ultime due edizioni dell’Eurovision come corista di Israele. Il suo destino è quindi segnato: farà la fine o di Paola & Chiara o di Iskra, nessuna altra opzione è contemplata. Dalla sua ha un pezzo molto carino, ma qualcuno l’ha ascoltato davvero?

Tra mille recap, una proposta di matrimonio (di nuovo? di nuovo!) e l’assenza di Francesco Gabbani sono finalmente arrivati i nomi dei dieci più dieci meno dieci Paesi che accedono alla finale di sabato prossimo: Bulgaria, Bielorussia, CroaziaUngheria, Danimarca, Israele, Romania, Norvegia, Paesi Bassi e Austria. Valentina Monetta ti vogliamo bene.

Maxxeo

Mi chiamo Matteo (ma vorrei mi chiamaste Carlo) e non vivo a Milano. Ho dieci anni più di quanti ne aveva Anna Tatangelo quando vinse Sanremo e qualche taglia in più di Monica Leofreddi. Scrivo per il Signor Ponza fondamentalmente perché come logopedista di Tea Falco ho fallito.

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