Sui diritti civili abbiamo sbagliato tutto (e tutti)

Sul tema dei diritti civili credo sia inevitabile, arrivati a questo punto, una presa di coscienza e, al tempo stesso, un deciso cambio di strategia.

Quanto sta accadendo in questi giorni (mesi?) in Senato ha reso evidente un dato di fatto di cui avevamo già più di qualche sospetto: a pochi, tra chi dovrebbe rappresentarci nelle Istituzioni, interessa davvero la questione dell’uguaglianza dei diritti. Al tempo stesso, è apparso con ancor più chiarezza, che in molti hanno deciso di utilizzare un tema di vitale importanza per milioni di persone, in modo del tutto strumentale. L’esempio del Movimento 5 Stelle è solo la punta di un iceberg che affonda fino alle profondità dell’oceano dello strategismo politico.

Pensate davvero che ai vari Giovanardi, Adinolfi, Miriano, Casini e simili interessi davvero impedire che le persone omosessuali possano avere eguali diritti e doveri perché contrari ai “valori” in cui credono e che teoricamente difendono? Pensate davvero che abbiano a cuore l’interesse dei bambini, quando si discute di stepchild adoption? Ho troppa stima di chi legge queste pagine per pensare che davvero siate convinti che la loro sia una battaglia di valori. Anche perché nella maggior parte dei casi si tratta di persone sposate con figli, separate e divorziate anche più di una volta; e sappiamo tutti che se c’è un momento davvero traumatico per i figli è proprio quello della separazione dei genitori, quando spesso gli stessi mamma e papà “tradizionali” usano i figli stessi per rimbalzarsi addosso rabbia, rancori e colpe. Suvvia, siamo realisti!

La verità è che il 90% di coloro che fanno politica in Italia (inclusa la Chiesa Cattolica), usa il tema delle Unioni Civili e della stepchild adoption perché fa loro comodo: per nascondere divisioni, per occultare scandali, per guadagnare spazio e visibilità nell’arena politica e televisiva. Mario Adinolfi e Costanza Miriano non sarebbero nessuno se non fossero oggi identificati come “quei personaggi folcloristici che urlano contro i gay”.

– “Chi chiamiamo oggi in trasmissione che faccia un po’ di casino, visto che parliamo di matrimoni gay?”
– “Dai, chiamiamo Adinolfi o la Mussolini, così se tutto va bene viene fuori un po’ di caciara e si alza lo share”.

Il Movimento 5 Stelle, con il cambio di rotta manifestato ieri sul provvedimento in discussione al Senato, ha portato a termine niente di più che un’abile strategia politica per mettere nell’angolo il Partito Democratico (che, a onor di cronaca, sul disegno di legge è tutt’altro che coeso al suo interno). Una strategia, che se analizzata da un punto di vista squisitamente politico, è ben poco criticabile.

Stop alle unioni civili

Il problema è che questi signori dimenticano che stanno giocando quotidianamente con decisioni che impattano potenzialmente sulla vita di molti uomini, donne e bambini, anche se questi rappresentano oggi una minoranza.

La strategia della minoranza ha funzionato fino ad ora? No, mi sembra palese. Puntare solo sui valori, sull’uguaglianza, sull’amore (tutte cose più che sacrosante) non è stato  sufficiente. Ed è per questo che secondo me è fondamentale un cambiamento di strategia: bisogna iniziare a usare il tema (anche) in modo strumentale, per battere i professionisti della politica con le loro stesse armi.

Bisogna cominciare a rendere visibile nel Paese il peso e la rilevanza che abbiamo. Dobbiamo iniziare a ricordare, in modo sistematico, che siamo persone che non solo vivono e amano come tutte, ma che soprattutto lavorano, consumano, pagano le tasse, contribuiscono al benessere di questo Paese. Contribuiscono in modo particolare anche al benessere di coloro che godono (grazie a noi) dei diritti che vogliono impedirci di avere. E allora bisogna cominciare a ragionare in modo strategico e chirurgico, facendo in modo ad esempio che tutte le grandi aziende e che i personaggi più in vista sposino la nostra causa. Bisogna fare in modo che nel giro di poco tempo i brand, i vip e alcuni personaggi-chiave in Italia facciano a gara per chi appoggia con più forza la causa dell’uguaglianza dei diritti. Mi auspico che si riescano per la prima volta ad organizzare delle azioni d’impatto (e di ampia portata) che ricordino che queste persone, spesso invisibili alle leggi e all’interesse reale della politica, sono anch’esse pilastri del sistema economico italiano. Per rammentare a tutti che sì, siamo persone che vivono e che amano come tutti, ma siamo anche persone che contribuiscono alla vita di questo Paese ricevendo in cambio molto meno di quello che danno e molto meno di quello che ricevono le cosiddette famiglie tradizionali.

Signor Ponza
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La voglia di andare a letto a dormire delle 17:29 - 4 minuti ago
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comments

  • Nick88

    Il tuo discorso è sacrosanto e lo condivido in pieno. C’è solo un punto sul quale non sono d’accordo: che la mossa dei pentastellati sia stata corretta sul piano politico. Ovviamente l’obiettivo dietro questa scelta è fin troppo lapalissiano per permetterci di concedere loro ancora il beneficio del dubbio e l’attenuante del movimento garante della democrazia e della libertà. Auspico vivamente che questa loro “strategia” si ritorca contro di loro e segni il suicidio meritato di un partito che ci ha illuso, usato e sciupato e ha abusato di noi, della nostra dignità, della rispettabilità dei nostri amori e dei nostri figli trattandoci una volta ancora, l’ennesima, da abietti e da indegni. Vergogna!
    L’elettorato di destra, benché deluso e feroce, non riuscirà a salvare il cadavere dalle acque. La storia è dalla nostra parte.
    Loro sono come Maria Antonietta: in attesa di andare incontro al patibolo. E senza neppure la dignità che fu della regina suddetta.

    • Io capisco il ragionamento che fai sui 5 Stelle, ma parti da premesse diverse dalle mie. Non c’è stato un solo secondo in cui il Movimento mi sia sembrato qualcosa di diverso da un partito populista (con tendenze fortemente di destra), abbastanza improvvisato e senza valori di fondo. Non mi stupisce dunque il loro modo di agire e cambiare le carte in tavola. Inoltre, se non guardo al contenuto del provvedimento, ma solo all’azione in Parlamento, forse a parti invertite qualsiasi partito avrebbe fatto la stessa cosa (ma appunto sto astraendo e non sto giudicando il contenuto della legge).

  • Gelido

    beh mi sembra che in queste ultime settimane sia accaduto qualcosa di simile… ma i risultati sono stati scarsi. Se questo tentativo andrà male, c’è solo da sperare che funzioni la nuova legge elettorale e che o PD o M5S vincano, in questo modo potranno governare senza la necessità di avere “stampelle” e senza sottostare a ricatti politici

    • Cosa intendi? Le manifestazioni in piazza?

      • Gelido

        no, parlo del Sanremo Arcobaleno, delle pubblicità di Ikea e co., dell’appoggio di molti artisti alle manifestazioni… insomma un certo movimento si è creato… più di questo non saprei cosa immaginare

        • Penso che Ponza si riferisse a non lasciare la rivendicazione dei nostri diritti a qualche cantante o all’endorsement di poteri piú o meno forti, ma portare la propria storia e la propria realtá nel nostro ambiente di tutti i giorni. La famosa cosa del “siamo i vostri figli, i vostri amici, i vostri fratelli, i vicini di casa”.
          Io stesso, per colpa di un capo che é tanto una brava persona ma si mostra palesemente omofobo (quindi ovviamente non é una brava persona, o per lo meno é molto ignorante), faccio fatica a portare tutto me stesso nel mio luogo di lavoro. Forse potrei mostrarmi piú orgoglioso di quel che sono e far capire a un paio di persone che il loro collega preferito é guarda caso gay, e che questo non lo trasforma in un drago a 3 teste.
          Il mio capo in particolare ha questa cosa tipica di molti etero che pare che se c’é un gay nelle vicinanze questo debba per forza desiderarlo carnalmente…
          “Capo… magna pure tranquillo…”.

          • Io mi riferisco proprio a tutti i livelli e mi piacerebbe che si riuscisse a lavorare affinché non si facciano le “solite” azioni estemporanee e un po’ improvvisate. Dal mio punto di vista c’è bisogno di strategia, di obiettivi ben precisi, di sistematicità. E questo deve coinvolgere ogni livello possibile, dal livello personale che fa riferimento a ogni singolo individuo, fino al livello che influenza i centri di potere e di visibilità.

        • A mio parere si tratta anche in questi casi di manifestazioni “spot”, di gesti che vengono dimenticati dopo 3 giorni e delle solite tre aziende che girano… Per il resto, rispondo sotto al commento di @disqus_QQuNTkZ0hs:disqus

  • Condivido in toto… Anche se purtroppo, soprattutto tra le persone della mia età, noto, anche tra i meno bigotti, una base di omofobia che viene poi portata avanti da tanti politici.

    • Su questi aspetti molti politici ci marciano, ossia fanno appello ai sentimenti che nascono dall’ignoranza delle persone per costruirsi una solida base elettorale. Si veda la storia della Lega che basa tutta la sua storia politica facendo leva sulle paure delle persone e sulla loro ignoranza.

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