Chi ha incastrato Annabelle Bronstein? #6

Sono a Piazza Vittorio in attesa di vedere la Du Barry scendere da casa del suo amico. Quello che ha festeggiato il compleanno. Sono riuscito a convincerlo ad andare a prendere un caffè da lui e a cercare di capire chi cavolo era il tipo che sonnecchiava nella sua camera da letto. Devo ricordarmi di smetterla di fare la cogliona con la qualunque. Ma ecco, Pietro è davvero un manzo devastante, e non starci sarebbe stato un peccato. Mentre continuo a torturarmi con tutti questi pensieri finalmente il portone si apre, e fa capolino la Du Barry.

“Brutta cretina. Non ho dovuto faticare poi molto. Be’ ecco… Lui era un po’ ubriaco, ha bevuto una bottiglia di vino sana sana a pranzo… E praticamente mi ha chiesto direttamente se sapevo cosa era successo in camera sua la sera del suo compleanno…” mi dice la mia fidata Du Barry. Moltobbene. Come mantenere un segreto. “Qualcuno gli ha raccontato che due si erano chiusi in camera a fare roba, ma che in realtà in camera c’era già un suo amico che si stava riprendendo dalla sbornia… Ed ecco so il nome. Si chiama…” mi dice continuando. Bene. Antonello. Questo è il nome del fotografo misterioso.

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Decidiamo senza dircelo di fermarci a prendere un gelato da Fassi e ci sediamo direttamente nella piazza lì vicino. Mentre orde di bambini china giocano a palla avvelenata noi siamo intenti a stolkerare il tipo su facebook. Pomeriggi produttivi. La sua pagina, stranamente visibile anche senza essere amici, è piena di foto. Paesaggi, cose da mangiare, selfie. Insomma niente di strano. E soprattutto cose molto comuni per un gay. Ma mentre scorro, mi cade l’occhio su un post di due venerdì prima, quando si è taggato in un locale. Bronst’AMBA CHE SORPRESA! E’ lo stesso locale, dove io ho incontrato Mimmo, e soprattutto è lo stesso venerdì. Quindi la sera che ho conosciuto Mimmo c’era anche lui!

Non so se questa nuova rivelazione può avere un qualche valore oppure no. Sta di fatto che è una cosa strana. Oppure una banale coincidenza? Non lo so. So soltanto che c’è qualcosa che non mi torna. Anche se non so affatto cosa. Ad ogni modo, io e la Du Barry ci confrontiamo a lungo sull’eventualità di inviargli una richiesta di amicizia. E decidiamo, infine, che non è assolutissimamente il caso. Ma piuttosto è il caso di trovare il modo di incontrarlo per caso, e semmai chiedergli spiegazioni sulle fotografie. Si. Ecco, il piano ci sembra molto valido. Semplice e valido.

Passiamo in rassegna quasi tutto l’ultimo anno trascorso a ritroso, sulla sua timeline. Scopriamo così che il giovedì sera si vede sempre, salvo qualche rara eccezione, da Primo per l’aperitivo con i suoi coinquilini, la domenica all’Apperò con gli amici e il sabato sceglie sempre random. Ma scopriamo che quella sera sarebbe stato alla presentazione di un libro al Pigneto, ed io la Du Barry abbiamo giusto il tempo di guardarci dritti negli occhi e cercare l’approvazione l’uno dell’altro. Eh sì… Andiamo ASAP…

Quella stessa sera, qualche ora dopo… 

Arriviamo alla presentazione di questo libro di un autore sconosciuto. E’ una specie di centro sociale a dire il vero, e nonostante lo spazio lasci un po’ a desiderare c’è molta gente. Ci accomodiamo nell’ultima fila, in modo da avere sotto controllo tutti i presenti, ed iniziamo a guardarci intorno. La presentazione inizia puntuale alle 19, e scopriamo di essere finiti in un romanzo barbosissimo che il tizio ha scritto e dedicato a suo nonno raccontando tutta la sua storia di giovane contadino finito in guerra. Bene. Molto bene.

Mentre ci viene introdotta questa storia la Du Barry quasi sviene. Dall’altro lato della sala vede Pietro e il fotografo Antonello che sono vicini e parlano. E sembrano anche essere molto intimi. Praticamente più andiamo avanti con questa storia e più la situazione assume tinte inaspettatamente drammatiche. E il dramma, è sempre dietro l’angolo. La presentazione dura circa una quarantina di minuti, e al termine tutti vengono invitati al buffet nella sala accanto. Noi decidiamo di svignarcela. Ecco sarebbe un po’ difficile spiegare la nostra presenza a Pietro, eventualmente dovessimo vederlo faccia a faccia.

Nel tragitto verso casa io e la Du Barry non possiamo fare a meno di ricostruire il tutto ripartendo da capo. Io conosco Mimmo, nel locale in cui c’è anche Antonello, il fotografo. Mi risveglio il mattino seguente a casa di Mimmo nel suo letto con il suo ragazzo, senza ricordare minimamente cosa sia successo. Al compleanno dell’amico della Du Barry incontro Pietro e ne facciamo di ben donde mentre Antonello, il fotografo, dorme o per almeno lo penso io. Il giorno seguente ricevo foto di quell’incontro con Pietro. E le riceve anche Mimmo. Ed infine arriviamo a scoprire che Antonello e Pietro si conoscono.

C’è qualcosa che non torna. E in preda alla crisi più totale ci abbandoniamo a stappare un prosecco nel primo bar che incrociamo. Chiedendoci, ancora più sentitamente, Chi ha incastrato Annabelle Bronstein?

Per leggere il mio blog clicca qui, per leggere le rubriche del Signor Ponza che ho scritto clicca qui. L’episodio precedente invece è qui

Una storia vera di Annabelle Bronstein, il logo è di Guytano__.

CHI HA INCASTRATO

 

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comments

  • Per evitare di pensare al dramma (che è sempre dietro l’angolo) mi fermo a sorridere leggendo “decidiamo senza dircelo di prendere un gelato da Fassi”, è una cosa che mi ha fatto spuntare un sorriso (ma chissà poi perchè…)

    • Annabelle Bronstein

      Io lo so perché. Perché “c’è piace a MAGNÀ”!!!!!!

  • Gelido

    no vabbè… ma se ti legge shonda rimes ci tira fuori una fiction da emmy!

    • Annabelle Bronstein

      Ahahahahahahaha!!!! Grazie, ma magari!!!!! Ahahhahahahhahah

    • Si, ma cambiando tutto al femminile con come protagoniste delle piacenti negrone vestite nei toni del beige. E come minimo Pietro sarebbe il presidente degli stati uniti. <3 Shonda.

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