L’Askedina di Fabry – Antonio Candreva

Askedina

Cominciamo questa settimana nel migliore dei modi con un calciatore un po’ diverso dal solito. Dopo qualche bello da star male del campionato inglese torniamo in Italia ad occuparci dei manzi nostrani. Lo facciamo però con un occhio di riguardo verso il periodo dell’anno in cui siamo, il Natale, in cui anche i meno buoni diventano più buoni. Antonio Candreva, apparentemente privo di social network a meno che il mio stalking cominci a fare cilecca, è il protagonista di questo appuntamento un po’ low profile. Sia chiaro, mi trovassi davanti Antonio gli chiederei di prendermi a ceffoni durante un amplesso, ma non è uno di quelli che quando passa per strada ti ha già ingravidata.

Di Antonio sappiamo che è romano e gioca nella Lazio, ha ventisette anni ed è ovviamente sposato. Non sappiamo quale sia la sua posizione preferita e se porta i boxer o gli slip.

Sappiamo però che la sua barbetta irrita piacevolmente quando lo baci, che le sua grandi mani ti accarezzano la schiena livida di brividi e tante altre cose che potete trovare scritte in un Harmony qualsiasi.

Prima di lasciarvi con la consueta gallery dedicata al nostro aquilotto, ringrazio nuovamente Luigi per avermi mandato a fabry@signorponza.com le foto di Antonio, facendomi perdutamente innamorare del suo sorriso.

Buon inizio di settimana a tutti, e ricordatevi che prima di leggere l’Askedina è opportuno munirsi di fazzolettini.

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[Il blog di Fabry]

Fabry
Livelli di egocentrismo da denuncia penale. Sto zitto solo quando dormo e ascolto solo quando si parla di me.
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"He held me in his arms / And he taught me to be strong." https://t.co/ah3mMsnjF6 - 2 settimane ago
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comments

  • L’eterna indecisa

    Luigi (chiunque esso sia) mi ha anticipata. Da laziale convinta, non posso non amare uno dei miei calciatori preferiti, quello per cui sbraito allo stadio ogni santa domenica manco fossi un camionista, colui che contro il palermo l’anno scorso ci regalò un gol P A Z Z E S C O e che fece una corsa sotto la nord, senza maglia, sotto una pioggia scrosciante, gettandosi fra le nostre braccia. Inutile dire che avrei preferito che si buttasse fra le mie, di braccia. C’est la vie!
    ANTONIO CANDREVA EEE OOO!

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