I 10 pezzi ICONIC di Eurovision che la RAI non ha mai trasmesso

Ora che tutta la favolosità dell’Eurovision Song Contest ci sembra normale, dobbiamo pero’ ricordarci che negli anni 2000 l’Italia ha totalmente snobbato il Festival e si è persa dei momenti ICONIC che a Sanremo ce li sognavamo (doveroso ringraziare Santa Raffaella del Tuca Tuca per la sua intercessione perché altrimenti saremmo ancora qui a “goderci” solo Biancazzei e Al Bano).

Come è avvenuta questa scelta dei dieci momenti più iconic? Evidentemente è una scelta del tutto personale e nessuno vi vieta di spendere le vacanze di Natale a vedervi tutte le edizioni dal 2000 al 2010 (invece di rivedere per la centesima volta la Spada nella Roccia).

2002 Slovenia – Sestre – Samo Ljubezen

Il momento camp che non ti aspetti dalla Slovenia. Un terzetto di hostess che a confronto le amiche di Emirates sembrano delle poveracce. Adoro le uniformi e le indicazioni delle uscite di sicurezza! Inutile dire quale putiferio scatenarono nel loro paese: belle e BRAVE!

2003 Spagna – Beth – Dime

Un pezzo che le Lollipop avrebbero ucciso per poter cantare (e non oso immaginare le stecche di sanremese memoria). Bello ritmato e che canta di una storia d’amore straziante, lei che non sa più cosa fare per tenerselo stretto! ‘Na pazza. Un po come i ballerini dietro di lei, che la virilità la lasciarono a Madrid.

2003 Turchia- Sertab Erener – Everyway That I Can 

E la Turchia che dopo anni ed anni di tentativi manda la sua superstar e vince tutto, fregando le T.a.t.u. che già pensavano di aver la vittoria in tasca.

Un po’ come Beth, anche Sertab le prova tutte per tenersi stretto il principe azzurro, incluso muoversi da odalisca e schiavizzare le coriste costringendole a pulire il palco strisciandoci.

2006 Islanda – Silvia Night – Congratulations 

Come qualcuno disse: ALLORA VALE TUTTO! Questa pazza col botto arriva sul palco piumata come una fagiana, ce la canta che lei è qui per salvarci (forse dalla teoria del gender?). Si fa una doccia di glitter che evidentemente le rimangono anche nelle mutande. In preda ad una crisi mistica chiama Dio al telefono e si spaccia per “La tua persona preferita”. E come se non bastasse leva i pantaloni ai suoi due ballerini uomini tigre, mimando passi a due al limite del tantrico.

2007 Ucraina – Verka Serduchka – Dancing Lasha Tumbai

Un po’ cuki alluminio, un po’ sfera specchiata, un po’ fetish berlinese. La drag ucraina si presenta sul palco con una esibizione scoppiettante.

Inutile dire che per Lasha Tumbai era una copertura per il famoso “Russia Goodbye” che fece infuriare la stampa di tutte le Russie.

Inutile dire che potreste perdervi ipnotizzati per carcare di capirlo ma non ci riuscirete mai!

2008 Ucraina- Ani Lorak – Shady Lady

E qui la ricordiamo come prima euro-ospite di Carramba 2008. Lei va da Cavalli a Firenze e si fa dare un vestito iconico tutto tempestato di diamanti. Chiude i ballerini nel frigo e improvvisa una coreografia (che conosco a memoria come nemmeno Ballo Ballo) con un tic al collo che levatevi. Si classifica seconda ma è la vincitrice morale 2008. Da notare ad un certo punto: si vede la corista oversize, la shady lady tenuta nascosta è proprio lei!

2008 Svezia- Charlotte Perrelli – Hero

Vince nel 1999 (con annesse polemiche per plagio, manco fosse una Loredana qualunque) e con coraggio ci riprova nel 2008. Anche lei tempestata di diamanti e con un lifting che chissà quale chirurgo delle dive ha scomodato. Lei ce la mette tutta, ma arriva abbastanza in fondo alla classifica, nonostante la coreografia pazzesca al minuto 2.20, vero caposaldo per ogni eurofan che si rispetti.

2008 Russia – Dima Bilan – Believe

Giusto per ricordarci come sanno essere sobri i Russi. Ci mettiamo un belloccio vestito di bianco con un pantalone a vita bassissima molto birichino, un violinista in playback, nebbia in valpadana che nasconde una pista di pattinaggio. E se pensate che sia finita lì vi sbagliate: ecco infilarci anche il campione olimpico di pattinaggio artistico Evgeni Plushenko che improvvisa un paio di evoluzioni in una pista grande come un oro saiwa.

E Dima che cammina a piedi scalzi sul ghiaccio evitando di ibernarsi e di perdere falangi con le lame di Plushenko, alla fine da bravo #rzcz si sbottona tutto.

2009 Grecia – Sakis Rouvas – This is our night

Ne avevamo già parlato nell’articolo sui cantanti bravi e BRAVI dell’Eurovision song contest. Questo più invecchia più infighisce. Ha chiaramente un problema con la misura delle sue magliette: le riempe e le strappa ogni volta. Ma con una coreografia così ginnica che continui pure a strappare quello che vuole!

2009 Svezia – Malena Ernman – La voix

Visto che siamo sotto Natale e sentiamo la mancanza di Brigitte Nielsen in versione Strega Nera, vi accontento con sta cantante lirica svedese. Malena ha chiaramente dei problemi con l’incarnato (che tende all’arancio protezione civile) e certamente la pettinatura biondo Ivana Spagna non l’aiuta.

Gorgheggia tranquilla fino ad un finale scintillante con tanto di maschere degne di Fantaghirò. IDOLA

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